Marc Marquez, è una donna la sua arma segreta in MotoGP: ecco chi è

Dalla stagione 2021 Marc Marquez ha una nuova telemetrista. Jenny Anderson ricorda la sua scalata da quando era piccola ad oggi.

Il lavoro all’interno dei box ha un valore imprescindibile per i piloti della MotoGP, alle prese con una gran quantità di dati da gestire per sistemare il setting dei loro prototipi nei week-end di gara. Al fianco di Marc Marquez all’inizio della stagione 2021 è arrivata una nuova figura tecnica, approdata da KTM insieme a Pol Espargarò, ma passata direttamente nello staff del Cabroncito che l’ha voluta fortemente al suo servizio.

Marc Marquez (getty images)
Marc Marquez (getty images)

Si chiama Jenny Anderson, è la nuova telemetrista, che abbiamo visto sul podio Austin nel 2021 chiamata direttamente dal fenomeno di Cervera per festeggiare la sua seconda vittoria stagionale. Solitamente al lavoro dietro le quinte, non compare quasi mai dinanzi alle camere, ma la sua mansione è di grande importanza per l’otto volte campione del mondo. Ha preso il posto dell’ex ingegnere elettronico Gerold Bucher, che nel paddock ha lavorato per 25 anni ed ha affiancato Marc sin da quando era in Moto2.

Marc Marquez e la nuova telemetrista MotoGP

Jenny Anderson sin da bambina ha coltivato la passione per i dati. Suo padre era ingegnere e realizzava auto da corsa, al fianco del fratello maggiore impegnato sui kart ha iniziato a montare sensori ovunque per provare a migliorare le sue prestazioni. Ha studiato ingegneria dei dati alla Oxford Brookes University, subito al lavoro in Formula 3 e in altri campionati automobilistici, fino alla chiamata nel 2015 da parte della KTM, quando la RC16 ancora doveva debuttare in pista.

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La telemetrista ha affiancato prima Mika Kallio e in seguito Pol Espargarò, ma nel passaggio alla Honda è stata affiancata a Marc Marquez. Un bel salto professionale che la rende orgogliosa di quanto fatto fino ad oggi: “Sono molto fortunata a lavorare ad un certo livello con Marc”, ha raccontato in un’intervista a Box Repsol. “Ringrazio mio padre, tutto questo è merito suo, in famiglia guardavamo le gare ogni domenica. Ricordo che la domenica mattina si alzava presto, accendeva il motore dell’auto in garage e con i miei fratelli facevamo a gara a chi arrivava prima per sedersi sul sedile del passeggero e fare un giro con lui”.

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Il suo essere donna non l’ha limitata in questa scalata lavorativa e invita il gentil sesso a non arrendersi mai: “Se hai una mente brillante, se ti piace fare domande e scoprire le risposte, se hai sempre voglia di imparare, una carriera scientifica o ingegneristica può essere molto divertente. Essere donna non limita in alcun modo le tue capacità e il tuo potenziale per raggiungere grandi traguardi”.