F1, la rivoluzionaria soluzione per rendere le monoposto indistruttibili

Doppia protezione in caso di crash T-Bone e driver più protetti in caso di incendi. La F1 sta facendo passi da giganti nel campo della sicurezza, ma ci sono anche degli inevitabili svantaggi.

La F1 spinge da sempre sull’acceleratore della sicurezza, ma negli ultimi anni la volontà è rendere le vetture più veloci al mondo anche le più resistenti. Il livello attuale è già molto alto, ma le tragedie avvenute o sfiorate nelle passate stagioni invitano ad aumentare ulteriormente gli standard della sicurezza. I driver saranno protetti il doppio in caso di specifici incidenti. La FIA ha puntato ad un cambio di filosofia radicale con le auto 2022, ritornando alle monoposto ad effetto suolo, ma con le attuali soluzioni tecniche.

F1 (Twitter)
F1 (Twitter)

Tra poche settimane le nuove vetture scenderanno in pista e oltre a garantire un maggiore spettacolo, dovranno essere ancora più sicure. L’idea di Nikolas Tombazis, responsabile tecnico FIA per le monoposto, è proteggere meglio i piloti da incidenti come quelli Romain Grosjean in Bahrain, Anthoine Hubert a Spa-Francorchamps e Billy Monger a Donington. Per farlo occorre portare alcune modifiche sostanziali al telaio e ad alcuni dettagli come quelli sull’impianto benzina per rendere il tutto più robusto. Le nuove auto avranno una serie di migliorie che dovrebbero rendere le vetture ancora più solide.

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F1, il pacchetto di misure per le nuove auto

La sicurezza dei piloti passa, principalmente, da un telaio super resistente. I crash T-bone rappresentano il rischio più grosso per i driver, essendo la vettura colpita nella parte laterale, il punto più vulnerabile. Le ricerche hanno messo in luce che il muso dell’auto che colpisce il lato dell’altra vettura deve assorbire più energia e la parte laterale deve essere rinforzata. La questione è molto delicata e Tombazis ha dichiarato: “La nostra ricerca ha dimostrato che un telaio estremamente rigido e un muso che assorbe più energia sono il modo più efficiente per affrontarlo. Ci vuole un buon equilibrio di entrambi. Ciò si ottiene con pareti del telaio più spesse, realizzando queste strutture protettive al meglio. Non ci devono essere altri componenti di intralcio. Il nuovo telaio sarà circa il doppio più forte sui fianchi rispetto a prima“.

Si tratta di una notizia splendida per i piloti, ma le squadre avranno un lavoro enorme da affrontare. Superare i crash test sarà sempre più difficile, specialmente per i team minori. Gli standard sono elevatissimi e non è tutto. Il peso delle auto aumenterà da 752 a 795 kg. Per scongiurare incidenti come quello di Romain Grosjean in Bahrain vi saranno ulteriore migliorie. AMuS ha riportato le parole di Tombazis: “La prima cosa da considerare è come il serbatoio è ancorato al telaio. I team devono dimostrarci attraverso calcoli che il motore non tirerà con sé parti del telaio se si stacca dal resto dell’auto in un impatto grave. Ciò potrebbe lasciare il serbatoio del carburante non protetto ed esposto a danni e quindi aumentare il rischio di incendio“.

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Riconoscere prima gli incidenti in pista

Un minor rischio di incendi, unito a telai più forti e resistenti dovrebbe rendere le nuove vetture le più sicure della storia della F1. L’intera struttura, halo compreso, è stata rivista per rispondere a standard elevatissimi. Le ali anteriori saranno realizzate in modo da non lasciare schegge o spigoli vivi, mentre l’alettone posteriore è assicurato con funi in modo da non volare via in caso di crash violenti.

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Il prossimo passo sarà riconoscere meglio e più velocemente dove e quando si verificano gli incidenti e installare un sistema di allerta automatico – ha affermato il responsabile della tecnologia – non abbiamo ancora nulla in stock. Ne discuteremo con molte persone prima di poterlo avviare. Dato che disponiamo già di un ampio sistema di sensori e localizzazione GPS, dovremmo essere in grado di evitare del tutto alcuni scenari di incidenti. Non stiamo parlando di rendere la guida più facile per il pilota. Vogliamo solo che il driver venga avvisato prima possibile di un crash che si è verificato davanti a lui, in modo che possa intraprendere un’azione evasiva e rallentare in tempo“.