Pol Espargarò nega quello che tutti dicono di Marquez e la Honda

Prima conferenza stampa ufficiale per Pol Espargarò. Per il pilota catalano sarà un anno decisivo per il suo futuro in classe regina.

Pol Espargaro (GettyImages)
Pol Espargaro (GettyImages)

Pol Espargaró sa che il 2022 sarà un anno decisivo per la sua carriera. Dopo un primo anno con Honda dai risultati poco esaltanti, si prepara alla svolta prima che il mercato piloti lo metta alle corde. In una conferenza su Zoom ha inaugurato la nuova stagione in attesa di poter provare la nuova RC213V a Sepang, magari potendo contare anche sui feedback del fuoriclasse Marc Marquez. I dati della sua telemetria potrebbero rivelarsi molto utili per accelerare sulla presa di confidenza con il prototipo dell’Ala dorata.

In questi giorni Pol si sta allenando a Portimao insieme a suo fratello Aleix e Gabriel Rodrigo, potendo contare su due moto eccellenti come la CBR 1000 RR -R SP e la RC213V-S. Per l’inizio di campionato l’obiettivo non può che essere l’assalto al podio, impresa riuscitagli una sola volta, a Misano, nella scorsa annata. “Le cose nel 2021 non sono andate come volevamo, ma bisogna affrontare la situazione di fatto. Abbiamo lavorato duramente per cambiare lo stato delle cose, ma senza Marc è stata dura. In questa pausa invernale mi sto allenando in modo diverso per essere un pilota migliore”.

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Affronterà la nuova sfida con alle spalle un anno di esperienza. Il test di Jerez dello scorso novembre ha rilasciato buone sensazioni, alcuni problemi sembrano risolti con la moto 2022, ma servirà una conferma nella prossima uscita in Malesia. La priorità è migliorare il grip al posteriore, messo in crisi con l’introduzione della nuova carcassa posteriore Michelin. Ma si attendono positivi riscontri anche dal motore, perché per battere otto Ducati in pista bisogna essere più veloci sui rettilinei.

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Infine Pol Espargarò nega che la RC213V sia una moto disegnata sulle richieste di Marc Marquez e per questo motivo difficile da domare per gli altri piloti del marchio nipponico. “La moto si sviluppa sui commenti dei piloti e gli ingegneri fanno quello che dicono i piloti. Nelle moto precedenti Marc è stato un genio, perché il suo modo di guidare è il migliore, non è che la moto gli andasse più delle altre, è perché è molto bravo. Nel corso dell’anno abbiamo lamentato vari problemi e Honda ha apportato cambiamenti ascoltando tutti i feedback dei suoi piloti”.