Vettel sempre più critico: il tedesco contro i biocarburanti in F1

Vettel boccia le nuove regole della F1 anche in tema di carburante. Per il pilota Aston Martin si tratta di investimenti inutili.

Sebastian Vettel (©Getty Images)

Sebastian Vettel è un fiume in piena. Dopo aver criticato nei giorni scorsi la piega presa dal Circus prevedendone addirittura la scomparsa, il quattro volte iridato ha puntato il dito contro il debutto dei biocarburanti a partire dal 2022.

Come noto dall’anno venturo le benzine utilizzate nella classe regina dell’automobilismo saranno dotate del 10% di etanolo, un provvedimento che per il #5 è insufficiente, nonché inutile. A suo avviso l’unica strada percorribile sarebbe quella del materiale sintetico.

“Quanto verrà proposto nel prossimo campionato da un punto di vista tecnologico non è una rivoluzione visto che si può già acquistare quel tipo di fuel nelle stazioni di servizio di mondo, dunque non ci sarà alcune vera novità”, ha commentato a Motorsport.com definendo anacronistico il percorso scelto dalla F1 e in controtendenza con il proprio storico obiettivo  di essere un’apripista.

Lo sbaglio inizia dalle power unit

Piuttosto scettico in merito alla strategia adottata dalla FIA per il futuro, Seb non ha risparmiato parole dure al presente. In particolare alle complesse PU entrate in scena nel 2014 abolendo il rumore e le emozioni avendo di fatto dato via all’era Mercedes.

“In queste stagioni sono stati spesi moltissimi soldi per un tipo di motore effettivamente super efficiente e potente, ma che sostanzialmente non ha alcuna rilevanza sul prodotto di serie”, ha ripreso un concetto già espresso di recente denunciando lo spreco di risorse.

E giusto per ribadire l’incoerenza della rispetto alle richieste dell’automotive, l’ex Ferrari ha ricordato come fino al 2025 le unità motrici saranno congelate, a differenza di quanto avverrà sul mercato.

“Il freezing cancellerà ogni progresso per un lasso di tempo importante e metterà a rischio il nostro sport”, ha chiosato sottolineando come l’immobilismo sarà più un danno che un aiuto.

GP Turchia (©Getty Images)

Chiara Rainis