Horner: “Il pit stop sbagliato di Verstappen? Colpa della Fia”

La Red Bull se la prende con la FIA per il cambio gomme troppo lento che ha agevolato l’incidente tra Verstappen e Hamilton.

Christian Horner (©Photo by Dan Mullan/Getty Images)

Se a quasi una settimana di distanza la collisione tra Hamilton e Verstappen a Monza sta facendo ancora chiacchierare, il boss della Red Bull Christian Horner ha provato a mettere un punto fine fornendo una propria versione dei fatti. A suo avviso la vera causa dello scontro tra i due contenti al titolo sarebbe stata la Federazione.

Le normativa FIA hanno creato confusione

Come sa bene chi ha seguito la corsa, Lewis e Max si sono trovati a distanza ravvicinata a seguito di un errore del box di Milton Keynes al cambio gomme. Uno svarione che ha costretto l’olandese a rientrare in corsa in posizione più arretrata del previsto e che per il dirigente britannico ha una motivazione.

“E’ stato commesso uno sbaglio in occasione del nostro pit stop e ciò è dipeso dalla nuova direttiva tecnica imposta dai federali. Qualcosa da cui dobbiamo trarre insegnamento”, ha scritto l’inglese nella rubrica che tiene sul sito ufficiale della scuderia, rimanendo però sul vago di ciò che non ha funzionato.

“L’episodio ha impattato sulla gara di Max facendolo uscire più indietro. Anche la Mercedes ha riscontrato un problema alla sosta sull’auto di Hamilton ed i due piloti si sono trovati testa a testa”, ha aggiunto tirando in ballo la concorrenza per rafforzare la sua tesi.

Ricordiamo che dal GP dell’Ungheria non è più possibile completare la sostituzione delle coperture in un tempo inferiore ai 2″ per ragioni di sicurezza. Un cambio di regole in itinere che, secondo gli energetici avrebbe creato confusione e aumentato i nervosismi.

Sicuramente se c’è un team che è stato danneggiato dal colpo di mano della Federazione è proprio quello che a sede a Milton Keynes, notoriamente al top in fatto di velocità nel cambio pneumatici, ma forse imputare ad altri e non ai protagonisti del crash la colpa di quanto avvenuto suona un po’ da arrmpicata sugli specchi.

Red Bull (©Getty Images)

Chiara Rainis