Mistero Gasly: per il team è un top driver, ma la Red Bull lo rifiuta

Gasly sta dimostrando di essere cresciuto e maturato, ma nonostante i risultati, in Red Bull continuano a ignorarlo.

Pierre Gasly (©Getty Images)

Pierre Gasly tra i big della F1. Questo è ciò che sostiene e di cui è convinto il suo boss Franz Tost. Peccato però che, la vittoria di Monza nel 2020 e il recente podio conquistato in Azerbaijan non abbiano convinto i piani alti del gruppo Red Bull. In poche parole, il francese, oggi ottavo della generale con 31 punti, non ha ancora trovato il modo per dimostrare di valere una seconda promozione nel main team.

A mancare, a quanto pare, non sarebbe tanto la velocità, quanto il carattere. Un elemento chiave ed imprescindibile per chiunque ambisca ad un sedile vicino all’impegnativo Max Verstappen.

“Per me è tra i migliori del gruppo perché riesce a tirare fuori tutto dalla macchina, non fa errore e porta a casa punti”, l’analisi del manager dell’Alpha Tauri.

Un futuro lontano dal marchio energetico?

Restare a Faenza però potrebbe rivelarsi negativo per il 25enne. Non avendo grandi ambizioni come scuderia, una permanenza a lungo termine sarebbe come tarparsi le ali, di conseguenza non è da escludere un suo passaggio in Alpine, squadra che lo avrebbe già corteggiato.

“La mia speranza è che rimanga con noi. Vedremo se con il budget cap saremo in grado di fornirgli una monoposto valida. A quel punto non ci sarebbe ragione di cambiare”, ha proseguito l’austriaco, il quale vorrebbe continuare a “servirsi” del driver di Rouen, ormai abbastanza esperto essendo approdato in F1 nel 2017.

Tuttavia, come detto l’avvenire del milanese d’adozione sarà ancora una volta tratteggiato da Helmut Marko, ovvero dall’uomo che sposta i fili.

“Alla luce del regolamento in vigore dal 2022, per noi sarebbe importante poter contare almeno su un veterano. Abbiamo bisogno di un riferimento e di una traccia da seguire per l’assetto delle vetture. E con due giovani, questo non sarebbe possibile”, ha concluso il dirigente con un appello conservativo.

Franz Tost e Pierre Gasly (Getty Images)

Chiara Rainis