Il giro perfetto di Senna, la sorpresa Panis: le storie del GP di Montecarlo

Dai record del brasiliano alle gare più imprevedibili, fino agli incidenti più gravi. Ecco cosa è successo negli anni a Montecarlo durante i GP di F1

Mercedes e Red Bull in azione nel 2019 sulle strade di Montecarlo (Photo by Charles Coates/Getty Images)

Dopo un anno di assenza a causa dell’emergenza Covid-19, torna in calendario il GP più glamour del Circus della F1, quello del Principato di Monaco. Uno dei circuiti più longevi della storia, oltre a essere uno dei più spettacolari.

Montecarlo, 66 edizioni e Senna il suo re

Un legame indissolubile quello tra la F1 e il Gran Premio di Monaco, che ha ospitato per 66 edizioni su 70 il mondiale. È il terzo circuito più frequentato alle spalle di Monza e Silverstone. È proprio qui che nel 1950 fece il suo esordio la Ferrari, guidata all’epoca da Alberto Ascari.

Un circuito insidioso, che esalta le caratteristiche dei grandi piloti. Non per niente qui il record di vittorie appartiene ad Ayrton Senna, sei. Qui è nato il mito del pilota brasiliano. Nel 1984, a bordo della sua Toleman e sotto il diluvio, si rese protagonista di una gara entrata nella storia. Dopo un sorpasso sul rettilineo principale a “sua maestà” Niki Lauda, che alla fine della stagione si laureerà Campione del Mondo, inseguì Alain Prost per la vittoria, ma fu bloccato dalla direzione gara, che mese fine al gran premio per le condizioni proibitive sul tracciato.

Nel 1988 un capolavoro in qualifica, quando con la sua McLaren rifilò 1″427 proprio a Prost, suo compagno di squadra, che però vinse la gara a causa di un errore di Senna. Nel 1992 un’altra perla, quando riuscì a tenere dietro per quattro giri uno scatenato Nigel Mansell, con una Williams decisamente superiore quell’anno alla macchina inglese.

Lo speciale trionfo di Villeneuve e la sorpresa Panis

Tanti gli aneddoti legati a Montecarlo. Come quello del 1981, quando Gilles Villeneuve fu il primo pilota a portare alla vittoria sul circuito monegasco una vettura con motore turbocompresso, le cui caratteristiche erano teoricamente inadatte a tracciati lenti e tortuosi. Oppure quello del 1994, quando Michael Schumacher, alla guida della Benetton Ford B194 e lanciato verso il suo primo mondiale, fu il primo pilota ad abbattere la media dei 150 km/h in questa pista.

Come dimenticare poi la pazza gara del 1996, quando ad imporsi a sorpresa fu il francese Olivier Panis su Ligier, in una gara ad eliminazione con sole quattro vetture arrivate al traguardo.

Montecarlo teatro di grandi incidenti

A questi grandi ed emozionanti successi tuttavia fanno da contraltare alcuni episodi molto drammatici. Sicuramente l’evento più choccante quello legato alla morte di Lorenzo Bandini nel 1967, rimasto ucciso dal rogo della sua Ferrari.

Nel 1955 invece era stato, alla curva del porto, Alberto Ascari a rischiare grosso, andando in acqua addirittura a causa di un freno mal funzionante. Se la cavò con il setto nasale rotto e qualche contusione. Nel 1986 fu la volta di Patrick Tambay, coinvolto in uno spettacolare incidente che lo vide roteare sospeso per aria dentro la sua auto, ma per fortuna ne uscì illeso. Spettacolare lo schianto nel 1991 di Alex Caffi, con la sua Footwork che si spezzò a metà nella zona delle piscine. Nulla di grave per l’italiano che però fu costretto a saltare le 4 successive gare.

Nel 2004 invece toccò a Michael Schumacher, che tamponò in maniera violenta la safety car appena uscito dal tunnel che caratterizza la pista.

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(Photo by Dan Istitene/Getty Images)