Tito Rabat svela: “In Superbike non pagherò e non guadagnerò”

Rabat carico per l’esperienza nel Mondiale Superbike, Ducati lo ha sistemato nel team Barni e lo spagnolo spera di fare risultati importanti.

Tito Rabat MotoGP
Tito Rabat (Getty Images)

Dopo tanti anni passati nel Motomondiale, nel futuro di Esteve Rabat c’è la Superbike. Lo spagnolo ha accettato di correre per il Barni Racing Team su una Ducati V4 R.

La casa di Borgo Panigale gli ha offerto un piano B, dopo aver favorito l’approdo nel team satellite Esponsorama Avintia di Luca Marini al suo posto. Nonostante un contratto per il 2021, Tito ha dovuto fare le valigie e dire addio alla MotoGP. Ad attenderlo c’è il Mondiale SBK ora.

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Tito Rabat carico l’avventura in Superbike

Rabat ha concesso un’intervista ad AS e ha spiegato perché ha scelto di passare in Superbike, dopo iniziali resistenze su questa opzione: «All’inizio non l’ho accettato molto, ma il mio momento in MotoGP è passato. Una tappa che non è stata la più felice della mia vita e ora penso alla SBK. Mi piace correre e voglio potermi divertire in sella a una moto»

Il pilota spagnolo è convinto che avrà la possibilità di fare bene con la Ducati del Barni Racing Team: «Ho parlato con Ciabatti e Dall’Igna, credo che il progetto ne valga la pena. Ho incontrato la squadra in Italia e ho avuto ottime sensazioni. Sono rientrato con un sorriso da orecchio a orecchio. Sono entusiasta. Mi hanno detto che avrò una moto per stare davanti. Vedremo. Non mi faccio illusioni, perché in Honda mi hanno detto che avrei avuto la moto di Marquez e in Ducati quella di Dovizioso, ma poi è stato diverso».

A Tito viene domandato che obiettivi abbia per il 2021 e lo ha dichiarato in modo chiaro: «Ho l’obiettivo di divertirmi, ne ho bisogno. Non pagherò nulla per correre, ma nemmeno guadagnerò nulla. Voglio una moto per mostrare il mio potenziale, lottare per salire sul podio, vincere gare, essere davanti e avere entusiasmo».

Jonathan Rea è il riferimento in Superbike, avendo vinto gli ultimi sei titoli mondiali, e ovviamente sogna di batterlo: «Questo è sognare e io sogno. I sogni quasi impossibili sono i migliori, ma quello su cui mi concentro è divertirmi come ho fatto in Moto2 e lottare per fare belle gare. Essere un pilota è ciò che mi emoziona di più e sono motivato».