Hamilton in ombra a Miami: la Ferrari convince a metà e lascia più dubbi che certezze

Sprint Qualifying amara per Hamilton: settimo tempo e sensazioni negative sulla SF-26, nonostante aggiornamenti attesi.

Lewis Hamilton non ha bisogno di grandi dichiarazioni per raccontare il suo stato d’animo. Basta osservare il suo passo lento lungo la pit lane di Miami e il tono misurato con cui commenta la sua prestazione per capire che qualcosa non ha funzionato. La Sprint Qualifying non ha regalato sorrisi al sette volte campione del mondo, apparso visibilmente deluso al termine della sessione.

Hamilton in ombra a Miami: la Ferrari convince a metà e lascia più dubbi che certezze
Lewis Hamilton (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Il britannico ha chiuso solo in settima posizione, accusando un distacco significativo – 379 millesimi – dal compagno di squadra Charles Leclerc, comunque quarto. Un gap che pesa, soprattutto alla luce delle aspettative legate agli aggiornamenti portati dalla Ferrari.

Aggiornamenti Ferrari: promesse non mantenute

A Miami la Scuderia si presentava con un pacchetto di novità tecniche importante, ma la pista ha raccontato una storia diversa. Il passaggio dalla SQ2 alla SQ3, con il cambio da gomma media a soft, non ha prodotto i benefici sperati: appena due decimi guadagnati, mentre i rivali hanno fatto passi avanti ben più consistenti.

Hamilton non ha nascosto le sue perplessità:
“Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma speravo andasse meglio. La macchina non mi ha dato sensazioni grandiose”, ha ammesso con sincerità.

Un piccolo errore, legato a un sottosterzo marcato nel tratto lento prima del lungo rettilineo, ha complicato ulteriormente il giro decisivo, ma non basta a spiegare una prestazione complessivamente sottotono.

Tra dubbi e spiragli di ottimismo

Se da un lato la delusione è evidente, dall’altro in casa Ferrari si cerca di mantenere la calma. Hamilton stesso non vuole abbandonare l’ottimismo:
“Pensavo fossimo più forti. Lavoreremo per capire cosa non ha funzionato. Possiamo fare molto meglio”.

Anche il team principal Fred Vasseur ha individuato alcune criticità, parlando di un deficit di un paio di decimi sul rettilineo. Tuttavia, la sensazione è che i problemi della SF-26 non si limitino solo alla velocità di punta.

Un segnale incoraggiante arriva però dal passo gara: nei long run, infatti, le Ferrari si sono dimostrate tra le più competitive, risultando le più vicine alle Mercedes W17 e facendo meglio di McLaren e Red Bull.

Il quadro resta quindi contrastante: prestazione sul giro secco da rivedere, ma ritmo gara promettente. La notte di lavoro a Miami sarà cruciale per trovare risposte e rimettere in carreggiata un weekend che, almeno per Hamilton, è iniziato in salita.