F1, la FIA chiude il “trucco” di Mercedes e Red Bull: stop al vantaggio in qualifica

La Federazione interviene sul controverso uso dell’MGU-K: vietata la strategia che garantiva più potenza nei giri da pole.

La Formula 1 torna a fare i conti con i limiti del regolamento tecnico e con l’ingegno dei team. Questa volta, però, la FIA ha deciso di intervenire con decisione, mettendo fine a una pratica utilizzata da Mercedes e Red Bull per ottenere un piccolo ma prezioso vantaggio in qualifica.

F1, la FIA chiude il “trucco” di Mercedes e Red Bull: stop al vantaggio in qualifica
Mercedes (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Secondo quanto emerso, le due squadre avevano trovato il modo di sfruttare una zona grigia del regolamento legata alla gestione dell’energia elettrica, riuscendo a mantenere più potenza nel momento cruciale del giro veloce.

Il “trucco” dell’MGU-K e il vantaggio in qualifica

Il regolamento prevede che, in prossimità del traguardo, l’energia elettrica erogata debba diminuire progressivamente, con una riduzione di 50 kW al secondo. Una limitazione pensata per contenere le prestazioni e uniformare il comportamento delle power unit.

Mercedes e Red Bull, però, hanno individuato una soluzione alternativa: sfruttare una funzione prevista per motivi di sicurezza e affidabilità, ovvero la possibilità di disattivare improvvisamente l’MGU-K in caso di problemi tecnici.

Così facendo, le monoposto riuscivano a evitare il calo graduale di potenza, mantenendo la massima spinta elettrica fino alla linea del traguardo. Il vantaggio? Inferiore al decimo di secondo, ma in qualifica ogni millesimo può risultare decisivo.

È importante sottolineare che questa pratica non era illegale, poiché rientrava nelle possibilità offerte dal regolamento. Tuttavia, si trattava chiaramente di un utilizzo “creativo” di una norma pensata per tutt’altro scopo.

I rischi in pista e l’intervento della FIA

Se in qualifica il sistema garantiva un beneficio, in altre fasi della guida mostrava tutti i suoi limiti. Dopo lo spegnimento dell’MGU-K, infatti, la vettura restava senza energia elettrica per circa 60 secondi, creando potenziali difficoltà.

Proprio questo aspetto ha acceso i riflettori sulla questione. In alcune situazioni, come a Suzuka, piloti del calibro di Verstappen e Antonelli si sono trovati in evidente difficoltà nei tratti veloci, con il rischio concreto di rallentamenti pericolosi o addirittura di rimanere fermi in pista.

Un problema non trascurabile, soprattutto durante le qualifiche, quando le vetture sono distribuite lungo il tracciato a velocità elevate.

La FIA, analizzando i dati e le telemetrie, ha quindi deciso di intervenire vietando questa pratica. Una scelta dettata non tanto dalla ricerca dell’equità – dato che la soluzione era regolamentare – quanto dalla necessità di garantire la sicurezza in pista.

A spingere verso un chiarimento è stata anche la Ferrari, che aveva richiesto un’interpretazione ufficiale della norma, pur consapevole che l’espediente fosse tecnicamente lecito.

Da ora in avanti, i commissari potranno verificare con precisione se lo spegnimento dell’MGU-K sia legato a reali problemi tecnici o a un tentativo di ottenere un vantaggio prestazionale. Un segnale chiaro: in Formula 1 l’innovazione è sempre benvenuta, ma non quando mette a rischio la sicurezza.