Il trucco FIAT che ora tutti copiano: ecco perché le loro auto costano così poco

La FIAT, in passato, si è arricchita anche con un semplice strattagemma che è divenuto molto comune ora anche per gli altri produttori.

L’esigenza di tutte le case produttrici attuali è quella di risparmiare. Tutti i materiali sono diventati costosissimi e, naturalmente, il prezzo finale delle vetture è lievitato. Se si considera tutta la tecnologia che le moderne vetture necessitano e i livelli di sicurezza portati al limite, oggi anche una city car come la FIAT Panda tende a superare nuova, salvo incentivi e promozioni, i 15mila euro con qualche banale optional.

Il trucco FIAT che ora tutti copiano: ecco perché le loro auto costano così poco
FIAT (AdobeStock) – Tuttomotoriweb.it

Di questo passo le automobili diventeranno dei beni di lusso ad appannaggio di pochissimi eletti. Per quanto risulti un paradosso, in passato i consumatori finali erano più ricchi ma meno schizzinosi. Si badava alla sostanza. Probabilmente i ragazzi attuali considererebbero un catorcio la prima generazione della Panda, ma persino la prima serie della Lancia Delta. Auto leggendarie che venivano costruite, però, sul presupposto di durare anche grazie alla loro semplicità e robustezza.

Le moderne vetture sono molto delicate, ricche di tecnologie e aiuti alla guida, alcuni dei quali superflui, e la spinta green non ha favorito quei costruttori che avevano maturato un know-how solo sui motori a combustione. Di conseguenza lo scenario per dei marchi come FIAT si è complicato. L’erede designato dell’impero degli Agnelli, John Elkann, è corso ai ripari, siglando un accordo con Peugeot. Dalla fusione tra FCA e PSA è nato il potente Gruppo Stellantis.

Nonostante gli sforzi, le auto a zero emissioni rappresentano ancora una fetta irrisoria del mercato dell’auto. Nel 2024, in Italia, la percentuale di vendita è stata appena del 4%. La FIAT per ora ha commercializzato diversi modelli alla spina, ma solo la NUOVA 500 elettrica ha convinto i progressisti green. La linea è molto simile a quella della vettura a combustione e non solo per un fattore di scelta stilistica.

Il trucchetto della FIAT

Per contenere i costi la casa del Lingotto ha sempre sfruttato un riciclo di componenti tra le varie vetture. La gamma è stata ampliata anche dai modelli Hybrid, tuttavia le differenze rispetto al modello tradizionale sono minime sul piano dei materiali. Il discorso potrebbe allargarsi anche ad altre case costruttrici. La nascita del Gruppo Stellantis ha ampliato il portfolio aziendale con Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Abarth, Peugeot, Citroen, DS, Opel, Vauxhall, Jeep, Chrysler, Dodge e Ram.

Vecchia Punto
FIAT Punto (Adobe) tuttomotoriweb.it

Il nuovo gruppo ha così raggiunto subito un fatturato di 180 miliardi di euro con una forza di fuoco di 400.000 dipendenti. Sarà lanciata la quarta gen della Panda nel 2024, sebbene i nostalgici sentono la mancanza di una vettura come la Punto. Anche in quel caso gli interni dell’ultima serie presentavano, esattamente, gli stessi elementi della EVO. L’abitacolo della 500 è diverso rispetto agli altri modelli di casa FIAT, ma in altri casi cambiano veramente pochi componenti.

La medesima cosa avviene anche tra gli altri marchi del Gruppo Stellantis. Idem stanno facendo anche i concorrenti. Nella Lamborghini Urus, ad esempio, vi sono componenti Audi perché entrambi fanno parte del Gruppo Volkswagen, ma avviene lo stesso anche tra le Renault che rientra nell’alleanza, da anni, con Nissan e Mitsubishi.

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