Michael Schumacher, agghiacciante novità: ecco la situazione

Delle condizioni di salute di Schumacher non si sa nulla, ma qualcuno che lo conosce bene ha deciso di “sbottonarsi” un po’. Ecco cosa ha detto.

Il prossimo mese di dicembre saranno dieci anni dal terribile incidente occorso a Michael Schumacher sulle nevi di Meribel, dipartimento francese della Savoia. Chi lo avrebbe mai detto? Un pilota abituato prendere le curve a 200 km/h, vedere la propria vita stravolta da una scivolata praticamente da fermo! Il destino, a volte, fa davvero brutti scherzi.

Michael Schumacher (ANSA)
Michael Schumacher (ANSA)

Da quel giorno è cambiato se non tutto, molto. Giusto pochi mesi prima il tedesco aveva lasciato una Mercedes zoppicante, ancora intenta a prendere le misure della F1 moderna, e certamente non poteva immaginare che con la rivoluzione tecnica del 2014  e l’ingresso delle power unit al posto dei motori endotermici, la Stella avrebbe dato avvio ad un periodo di dominio spezzato solo nel 2021 da Max Verstappen per quanto concerne la coppa pilota, e nel 2022 dalla Red Bull per quella costruttori.

In mezzo c’è stato anche l’approdo del figlio Mick nel Circus, una breve apparizione al volante della Haas, decisamente sfortunata, durata lo spazio di due campionati. Ora il ragazzo svolge il ruolo di riserva proprio per le Frecce d’Argento.

In tanti si chiedono se lui, il Kaiser di Kerpen, da questo mondo di mezzo in cui si trova, abbia afferrato qualcosa, stia comprendendo cosa è successo da quando è caduto mentre era in vacanza per le feste natalizie.

Ebbene a questo interrogativo ha provato a rispondere Eddie Jordan, colui che il tedesco lo ha praticamente lanciato.

Com’è sta Schumacher? Le parole del manager

Il sogno di molti sarebbe quello, un giorno, di rivederlo di nuovo aggirarsi nel paddock, per salutare i suoi tifosi, respirare ancora l’aria del suo ambiente, e magari commentare le prodezze dei giovani talenti. Ma per l’istrionico dirigente, fondatore dell’omonima scuderia che fece debuttare il sette volte iridato nel lontano GP del Belgio 1991, resterà tutto un miraggio.  “E’ qui, ma non è qui“, ha affermato laconico a OLBG definendosi affranto per Schumi Jr. costretto all’amara presa di coscienza dell’assenza del padre come lo avrebbe voluto. Presente sì nel fisico, nella figura, ma non nella mente, nello spirito, con consigli, sgridate e gesti tipici di un genitore.

Per il team che sfoggiava una monoposto dall’iconica livrea total yellow, l’ex Ferrari farà una sola apparizione, in quanto la sua prestazione colpirà talmente tanto quel volpone di Flavio Briatore, allora al vertice della Benetton, da convincerlo a metterlo subito sotto contratto per affiancare il blasonato Nelson Piquet.

Eppure quel talento in erba, già così determinato resterà nel cuore del 74enne. “Allora mi feci in quattro per offrirgli una chance per Spa. E sebbene non sia durata molto la nostra collaborazione, gli voglio bene e finché avrò vita gliene vorrò“, ha dichiarato commosso e sinceramente dispiaciuto per un finale drammatico, quanto imprevisto, il dublinese, che con quell’atto di coraggio oltre un trentennio fa, nei confronti di un corridore inesperto, che veniva dal DTM, diede il la ad una carriera trionfale da recordman, fatta di due titoli (1994 e 1995) con l’azzurro-bianco dell’equipe del geometra di Verzuolo, e di altri cinque con il Cavallino (2000-2004).