Ducati, svelato il segreto della sua forza? Dall’Igna vuota il sacco

La casa di Borgo Panigale ha un vantaggio tecnico importante rispetto ai competitor. Nel 2022 la Ducati ha demolito le case giapponesi grazie ad un elemento essenziale.

Dopo aver vinto tutto nella passata stagione, la Rossa dovrà difendere i riconoscimenti iridati conquistati. Ci sono voluti 50 anni per rivedere un italiano trionfare su un bolide nostrano. In top class Giacomo Agostini celebrò nel 1972 il successo in sella alla MV Agusta. Pecco Bagnaia ha scritto una pagina di storia, diventando il secondo italiano a trionfare nell’era MotoGP. Prima di lui solo Valentino Rossi era riuscito ad issarsi sul tetto del mondo, prima in Honda e poi in Yamaha.

Luigi Dall'Igna Ducati (Ansa Foto)
Luigi Dall’Igna Ducati (Ansa Foto)

Le moto giapponesi, per l’appunto, spingeranno al massimo per ritornare a lottare per il titolo. Da 3 anni la Ducati cannibalizza la graduatoria costruttori, lasciando solo le briciole agli avversari. La Honda, nel 2022, è scesa addirittura all’ultimo posto della classifica, alle spalle anche della dimissionaria Suzuki. La casa di Iwata, invece, si è tenuta a galla grazie alle prestazione di Fabio Quartararo. El Diablo stava riuscendo in una vera impresa sportiva, pur avendo conquistato solo tre tappe. Le sette vittorie di Nuvola Rossa, di cui quattro consecutive, lo hanno spinto al primo posto della classifica.

Sono risultati determinanti i ritiri del Diablo ad Assen, Aragon e Phillip Island, oltre al diciassettesimo posto in Thailandia. Pecco ha avuto la strada spianata e l’ultimo successo in Malesia è stato decisivo. A quel punto, su un tracciato storicamente favorevole alla Rossa, sarebbe dovuto accadere un disastro. A Valencia il #63 ha battagliato, nelle prime fasi di GP con il rivale di Nizza, per poi accontentarsi di una tranquilla nona posizione che gli è valsa il secondo titolo mondiale, il primo nella classe regina.

Il segreto della Ducati Desmosedici

La moto italiana è un concentrato di tecnologia estrema. Gli avversari hanno provato a limitare le performance della Rossa, chiedendo ed ottenendo l’abolizione dell’abbassatore anteriore. Nel 2023 sarà vietato, ma il punto di forza del bolide campione del mondo è un altro. In una intervista concessa a Speedweek Dall’Igna ha spiegato cosa ha reso imprendibile in pista la GP22. MotoGP, Bagnaia e la rivelazione su Valentino Rossi: ecco cosa pensa. Date una occhiata anche al seguente articolo: occasione d’oro per il fenomeno di Tavullia: spunta un test fondamentale.

La Ducati è il punto di riferimento in MotoGP. Dovizioso e Petrucci hanno festeggiato il riconoscimento nei costruttori nel 2020, mentre nelle due stagioni successive Bagnaia e Miller hanno tenuto alta la bandiera, ma non è sempre stato tutto facile. “L’anno passato abbiamo avuto qualche problema all’inizio, siamo stati coraggiosi nel trovare soluzioni senza perdere la calma. Siamo stati bravi a tenere il gruppo unito e a lavorare tutti insieme, piloti inclusi”, ha esordito il tecnico di Thiene.

Lo scorso inverno la Ducati ha iniziato con dei patemi. La moto era stata perfezionata in molti aspetti e il feeling dei piloti non è stato immediato. Pecco è stato costretto a soffrire anche nelle prime uscite stagionali. Il piemontese arrivò a dichiarare che il ruolo di tester non era ciò per cui era al box della Rossa, ma il suo obiettivo era competere per il titolo. Alla fine il Mondiale è arrivato, ma sulla base dei riferimenti dell’anno precedente, i tecnici hanno deciso di apportare dei correttivi. I primi test sono andati bene, ma Dall’Igna ha spiegato che a Sepang vi sarà una GP22 e una GP23 per avere un riferimento con la moto della passata stagione e per accertarsi della bontà dei progressi.

Una strategia che, certamente, farà piacere al campione del mondo. Enea Bastianini, invece, farà un bel salto carpiato dalla GP21 che guidava nella passata stagione al bolide 2023. La strategia dei tecnici della casa di Borgo Panigale è chiara: “Quest’anno siamo stati un po’ più cauti. Abbiamo alcune cose che potranno aiutare i piloti a migliorare le performance della moto, ma non saranno grandi rivoluzioni”, ha sancito Dall’Igna.

Del resto la base di partenza è più che ottima. Il segreto della Desmosedici sta nell’incredibile potenza del motore. Gli ingegneri sono a lavoro per estrarre ancora più cavalli. Il cinquantaseienne lo ha confermato: “Più potenza è un obiettivo che un tecnico deve sempre perseguire. Con più potenza si è più rapidi e nelle gare è molto più facile sopravanzare sui rettifili che in curva. Ciò significa che per il pilota con il motore più potente, è più facile vincere una corsa”.

Un concetto ovvio, ma che i rivali non hanno colto. La Yamaha M1 riusciva a pareggiare l’agilità della Rossa nei tratti misti, ma sui rettilinei Fabio Quartararo è stato sverniciato nel 2022, annullando di fatto il vantaggio accumulato nelle curve. Per il francese è stata una stagione molto frustrante. Alla Honda, invece, non basterà trovare, banalmente, più potenza. Marquez si è lamentato dell’intero progetto, non potendosi esprimere ad alti livelli. Aprilia e KTM, al di là di qualche tappa, non sembrano poter impensierire la Ducati. Salvo miracoli, gli avversari dovranno inseguire le Desmosedici anche nel 2023.