Tragico lutto in F1: era un pilastro all’interno del paddock

Dopo una lunga malattia è morto Wickham. Co-patron del team Spirit, aveva gestito la HRT F1 di un Ricciardo agli esordi, prima della Lotus.

A soli 73 anni si è spento John Wickham. Pur non essendo un nome particolarmente noto ai più, ha occupato diversi ruoli importanti nel Circus a partire dagli anni ’80.

I primi passi nell’automobilismo li mosse con la British Automobile Racing Club nelle vesti di responsabile delle competizioni. Quindi il passaggio a soli 23 anni alla Surtees per gestire la squadra di F2 nel ’73. E lo spostamento successivo alla March Engineering nelle vesti di team manager, portando Marc Surer al successo, sempre nella serie cadettam nel 1979.

Nel 1982 la svolta, con la creazione della Spirit. La monoposto di F1, motorizzata Honda, si dimosterà subito competitiva tanto da sfiorare il titolo con Thierry Boutsen. Nel 1985, inguaiata dai tanti debiti accumulati, la scuderia dovrà chiudere.

F1 Lutto
F1 Lutto

Nel 1987 si unirà alla TOM’S GB e sbarcherà a Le Mans. Tra il 1990 e il 1994 tornerà nel Circus partecipando al negoziato di acquisto della Arrows da parte della nipponica  Footwork, di cui diventerà direttore dal 1991.

La F1 piange Wickham, diresse Ricciardo

Grande amante del motorsport in generale, per quattro stagioni, dal 2005 al 2009, sarà  direttore generale, tecnico ed operativo, della Coppa del Mondo A1 Grand Prix. In quest’ultimo caso, l’incontro decisivo sarà quello con lo sceicco Maktoum Hasher Maktoum al-Maktoum. Fu proprio lui a trasformarlo in numero uno della categoria appena nata.

Grazie alla sua intercessione, e sfoderando le sue capacità amministrative e dialettiche, la Lola dotata di propulsore Zytek si garantirà il monopolio della serie, per cui produrrà 50 vettura. Fu sempre l’abile John a repertire quello che diverà il quartier generale delle scuderie iscritte, ovvero il gigantesco capannone Woodcote in zona Silverstone. Malgrado le buone premesse, il campionato avrà vita breve visto che l’ultima edizione si svolgerà nel 2009.

Nel 2011 l’ultima incursione nella top class, dapprima con la scuderia spagnola HRT che all’epoca schierava un giovane di talento come Daniel Ricciardo. Quindi, nello stesso anno si trasferirà alla Lotus Renault che, pochi mesi dopo vivrà un exploit con Kimi Raikkonen come corridore.

Lunga la sua collaborazione con il marchio Bentley. Il cui boss motorsport Brian Gush ha voluto ricordare il collega come  un “grande organizzatore,  sempre al corrente di tutto e capace di gestire ogni tipo di criticità”.

La partnership con il brand londinese durerà fino al 2017. Per la verità nel 2018 avrebbe dovuto cominciare a lavorare come dirigente per la Team Parker Racing nel contesto della British GT Championship, ma la malattia che gli venne diagnoticata e che purtroppo se l’è portato via, non gli darà la possibilità di concretizzare il progetto.

Degna di nota la cooperazione con Richard Lloyd. Assieme daranno vita alla Audi Sport UK. Un’equipe capace di aggiudicarsi 15 round del BTCC tra il 1996 ed il 1998 e di schierare la ben meno fortunata Audi R8C Coupé alla gara della Sarthe nel 1999.

Per una breve parentesi andrà nell’American Le Mans Series. Lì sarà responsabile di due Reynard LMP dove incontrerà Stefan Johansson, manco a dirlo ex portacolori  Spirit e Footwork. Quasi una chiusura del cerchio.