Valentino Rossi, il decimo Mondiale? Ecco perché mastica ancora amaro

Il nove volte campione del mondo ha sfiorato l’impresa nel 2015. Valentino Rossi è tornato a parlare del suo più grande rammarico.

In una carriera costellata di trionfi, in 26 anni di Motomondiale, Valentino Rossi ha dovuto ingoiare un boccone amarissimo in Yamaha, perdendo la chance di conquistare il tanto agognato decimo mondiale. Dopo aver detto addio alla MotoGP a fine 2021, il #46 si è dedicato alle corse automobilistiche. Ad oltre 40 anni la sua passione per i motori non è ancora appassita.

Valentino Rossi (Ansa Foto)
Valentino Rossi (Ansa Foto)

Il Dottore ha gareggiato nel 2022 nel campionato Fanatec GT, al volante di un’Audi R8 LMS. I risultati sono stati altalenanti, ma la scelta di provare a sfidare i campioni della categoria è nata per mero divertimento. L’ex centauro della Yamaha non ha mai dichiarato di voler puntare ad un riconoscimento iridato nell’automobilismo. La sua carriera, nelle vesti di manager, è proseguita in MotoGP con il team Mooney. La VR46 è presente in tutte le classi del Motomondiale e uno dei suoi primi allievi, Pecco Bagnaia, ha festeggiato il traguardo mondiale in top class in sella alla Ducati nel 2022.

Nella prossima stagione Valentino Rossi continuerà a guidare un bolide su quattro ruote. Nella sfida endurance della 24 Ore di Dubai si metterà alla guida di una BMW M4 GT3, insieme a Maxime Martin, Sean Gelael, Max Hesse e Tim Whale. Sarà poi protagonista nella 12 Ore di Bathurst in Australia, oltre a prendere parte all’intera stagione del GT World Challenge (GTWC), dove ha già iniziato a farsi le ossa nel 2022. Gli impegni in MotoGP sarebbero stati troppo gravosi. Il calendario, rispetto agli anni di Rossi, si è espanso ulteriormente. Sarebbe stato improponibile prendere parte a 42 corse, tra GP e SR.

Negli ultimi due anni, anche prima del suo ritiro dalla MotoGP, si è discusso dell’eventuale erede di Rossi. E’ difficile immaginare un campione italiano in grado di ripetere le imprese del Dottore. Valentino Rossi ha collezionato 89 vittorie nella classe regina. Un record assoluto. In carriera ha vinto 115 Gran Premi ed è secondo nella classifica di tutti i tempi dietro solo a Giacomo Agostini, a quota 122. La leggenda della MotoGP è ineguagliabile anche sul piano della personalità. Il centauro di Tavullia si è sempre fatto rispettare, grazie ad un carattere molto diretto.

L’ammissione di Valentino Rossi

Ha deciso di dire addio al termine di un’annata molto sofferta perché il rapporto con l’ultima squadra non è stato perfetto. Avrebbe preferito chiudere la sua epopea nel team ufficiale, ma il Covid avrebbe reso un eventuale addio molto triste. Non vi sarebbe stato nulla di memorabile a salutare il Paddock con delle tribune vuote. Valentino, a quel punto, ha scelto di provare un’ultima volta a cogliere dei traguardi sulla M1 del team Petronas, non riuscendo a conseguire nemmeno un podio nel 2021.

Avrebbe anche potuto scegliere di proseguire per un’altra stagione, tornando in sella alla Ducati. Nel suo team avrebbe avuto una fiammante Desmosedici, ma ha preferito lasciare spazio a due astri nascenti. Rossi ha aiutato tanti giovani piloti ad emergere. Nel team Mooney ha affidato i bolidi della casa di Borgo Panigale a Luca Marini, suo fratello minore, e a Marco Bezzecchi. In qualità di dirigente si è tolto la soddisfazione di vedere la squadra crescere e conseguire buoni risultati, concludendo davanti alla Honda Repsol Hrc del suo storico rivale Marc Marquez.

Lo spagnolo con il numero #93 fu una delle ragioni per le quali Rossi non ha conseguito il decimo riconoscimento iridato. Il Cabroncito si intromise nella lotta tra i rivali della Yamaha con il chiaro obiettivo di non far vincere il titolo all’italiano. I rapporti si deteriorano nel corso del 2015, sino all’epilogo malesiano. Un colpo che segnò l’immagine di entrambi per motivi diversi. MotoGP, Bagnaia e la rivelazione su Valentino Rossi: ecco cosa pensa. Date una occhiata anche al seguente articolo: occasione d’oro per il fenomeno di Tavullia: spunta un test fondamentale.

Sono un po’ triste per non aver vinto il decimo titolo – ha dichiarato il nove volte iridato in una intervista rilasciata a Motorsport-Total.com – principalmente perché penso che me lo sarei meritato in base al mio livello e alla mia velocità. Per due volte ho perso il titolo all’ultima gara della stagione, quindi penso che avrei meritato il decimo titolo”.

Valentino Rossi dovette ingoiare due bocconi amari a Valencia. Nel 2006 nella sfida a Nicky Hayden e nel 2015 nel duello finale con Jorge Lorenzo. Nel primo caso una caduta segnò il confronto con l’americano. Il Dottore non andò oltre il tredicesimo posto, venendo definitivamente superato dal nuovo campione del mondo. A Nicky Hayden bastò un terzo posto a Valencia per spodestare Rossi. Ben più tragico fu l’epilogo del 2015 tra veleni e sospetti per il comportamento dei top rider spagnoli. “È quel che è. Non credo di potermi lamentare dell’equilibrio complessivo della mia carriera”, ha chiosato Valentino.