MotoGP, la Honda si rinforza: ecco come puntano alla rinascita

La Honda ha vissuto la sua peggior stagione nella storia della MotoGP e non può permettersi di restare indietro. Ecco i piani di riscossa.

In casa Honda c’è la consapevolezza che così non si può andare avanti. La squadra diretta da Alberto Puig ha concluso un 2022 da incubo con appena due podi, e la casa giapponese, compresi anche i punti del team LCR di Lucio Cecchinello, è giunta ultima nella classifica costruttori, anche alle spalle della Suzuki che aveva annunciato il ritiro a metà stagione, ma che con Alex Rins ha strappato comunque due vittorie a Phillip Island ed a Valencia.

MotoGP Honda (ANSA)
MotoGP Honda con Marquez a Sepang (ANSA)

La Honda, invece, da inizio 2020 ad oggi ha vinto soltanto tre gare, tutte nel 2021 ed esclusivamente con Marc Marquez, il quale riuscì ad imporsi sulle sue piste, ovvero Sachsenring, Austin e Misano, salvando il bilancio di un team che si stava già avviando verso il baratro. L’ultimo vincitore di una gara per la Honda che non fosse il nativo di Cervera è stato Dani Pedrosa, al top nel GP di Valencia del 2017, per poi lasciare spazio solo al fenomeno otto volte campione del mondo.

Ormai non ci sono dubbi sul fatto che la Honda sia Marquez-dipendente, ma tutti i nodi sono venuti al pettine nel momento in cui il talento iberico si è infortunato, lasciando la sua squadra in un mare di guai. Senza di lui, i risultati non sono mai arrivati, e l’ingaggio di un altro campione della MotoGP come Joan Mir sembra un tentativo di copertura da parte della Honda stessa.

La speranza è che, in caso di nuovi problemi del #93, Mir riesca a produrre risultati migliori di quanto non facesse uno Stefan Bradl, ma la verità è che questa RC213V riesce a farla andar forte solo Marquez, e senza di lui le cose non sarebbero facili a prescindere. La concorrenza, capitanata dalla Ducati, continua a fare passi da gigante, e con otto Desmosedici in pista anche nel 2023 le cose non potranno che migliorare ancora per la casa di Borgo Panigale.

La KTM e l’Aprilia sembrano in ascesa, con la Yamaha che si è invece assicurata la presenza dell’ex motorista Ferrari, l’ingegner Luca Marmorini, per tentare di risolvere i propri guai dal punto di vista di una potenza che non ne vuole sapere di crescere. Gli ultimi test di Valencia avevano lasciato insoddisfatto Fabio Quartararo, ma la stessa cosa si può dire di Marquez.

L’otto volte iridato sembra essere arrivato, ad oggi, ad un punto di svolta. L’ultimo titolo è datato 2019, data dalla quale sono passati tre anni e mezzo, ed ora è il momento di tornare a lottare per la vittoria assoluta. Per farlo, tuttavia, ha bisogno di un deciso cambio di passo da parte della Honda, che qualche cosina la sta iniziando a far vedere.

MotoGP, la Honda si rinforza con nuovi tecnici

La Honda vuole tornare al top della MotoGP, e per farlo avrebbe rinforzato e di parecchio il proprio gruppo di tecnici. La notizia è stata riportata da “Motorsport.com“, e prima di tutto è giusto sottolineare l’approdo nel team ufficiale HRC da parte di Giacomo Guidotti, ormai ex capotecnico di Takaaki Nakagami, che collaborerà con il nuovo arrivato, vale a dire Joan Mir.

Dal team test di Honda arriverà anceh Klaus Nöhles, il quale lavorerà con Nakagami stesso in sostituzione del tecnico italiano. Ramón Aurín assumerà l’incarico di responsabile tecnico della squadra dedicata ai test, mentre non cambierà nulla per Marc Marquez, il quale rimarrà in collaborazione con l’ormai storico Santi Hernández. Alex Rins, appena arrivato nel team LCR dopo l’esperienza in Suzuki, erediterà il gruppo di lavoro di Alex Marquez, e sarà impegnato assieme a David García.

La Honda si è poi assicurata un pezzo da novanta come Ken Kawauchi, ex direttore tecnico della Suzuki, un esperto telaista che ha sempre fatto molto bene in MotoGP e che potrebbe trovare le giuste soluzioni ai problemi della squadra di Alberto Puig. Vi starete chiedendo se tutto ciò basterà o meno per risollevare le sorti dell’HRC, e probabilmente ora è ancora troppo presto per dare una risposta certa. Non ci sono però dubbi sul fatto che in casa Honda si stia lavorando per riparare ad una situazione molto complessa, ma da cui si può uscire con il duro impegno.

Marquez ha bisogno di un mezzo che sia competitivo, non necessariamente del migliore in assoluto conoscendo il suo strepitoso talento. Il nativo di Cervera spera in un significativo passo in avanti in termini di guidabilità della moto e di velocità di inserimento, per evitare di incappare in nuove cadute come le tante viste lo scorso anno.

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