F1, Schumacher o Hamilton? Ecco la grande differenza tra i due

Michael Schumacher e Lewis Hamilton sono i piloti più vincenti nella storia della F1, ma chi è il migliore? Ecco in cosa si sono distinti.

Un dubbio che aleggia da diverso tempo negli appassionati di F1 è di difficile risoluzione: Lewis Hamilton è superiore a Michael Schumacher dopo averlo superato in termini di vittorie assolute e pole position? La risposta, ovviamente, non è scontata, ma è chiaro che ci troviamo di fronte a due fenomeni strabilianti, che a loro modo hanno entrambi cambiato questo sport.

Michael Schumacher e Lewis Hamilton (ANSA)
Michael Schumacher e Lewis Hamilton (ANSA)

Tuttavia, pur condividendo l’impressionante cifra di sette titoli mondiali a testa, i due sono separati da alcune, inevitabili, differenze, che ci permettono di esprimere un giudizio più equilibrato. Per parlare di “forza” singola del pilota, occorre prendere in considerazione anche le epoche in cui hanno corso e le situazioni di carriera che hanno dovuto fronteggiare.

La F1 è fatta di periodi molto differenti tra di loro, e c’è chi è pronto a scommettere sul fatto che il migliore di tutti fosse Jim Clark, eroe degli anni Sessanta tragicamente scomparso ad Hockenheim. Per altri, Ayrton Senna è il numero 1 in assoluto, ma il confronto odierno si baserà sui più vincenti in termini statistici, e facendo una panoramica generale cercheremo di capire chi può essere considerato superiore all’altro.

F1, ecco chi è più forte tra Schumacher ed Hamilton

La differenza principale tra Michael Schumacher e Lewis Hamilton, entrambi leggende della F1, è il tipo di approccio che hanno avuto nell’andare nel team che li ha resi più vincenti. Il Kaiser di Kerpen accettò una sfida colossale, ovvero quella di spostarsi in Ferrari da due volte campione del mondo, a seguito di due titoli vinti sulla Benetton.

Il tedesco decise di recarsi nel team più glorioso, ma meno vincente di quel periodo. La F1 degli anni Ottanta e Novanta era dominata da McLaren e Williams, egemonia che proprio il Kaiser e la Benetton riuscirono a spezzare nel 1994 e nel 1995. Michael venne chiamato a Maranello da Jean Todt e Luca Cordero di Montezemolo, ed in due anni riuscì a riportare il Cavallino in lotta per il mondiale.

L’epilogo della stagione 1997 lo conosciamo tutti, ed anche quello dell’anno seguente fu beffardo, con Jacques Villeneuve prima e Mika Hakkinen poi che riuscirono a laurearsi campioni del mondo. Schumacher impattò poi contro la sfortuna del terribile incidente di Silverstone del 1999, che lo costrinse a rinunciare alla battaglia iridata contro il finlandese.

I tempi erano ormai maturi per vincere questo campionato che mancava a Maranello da 21 anni, e nel 2000 iniziò una delle ere più dominanti della storia, che lo portarono a conquistare ben cinque titoli consecutivi. Schumacher ha accettato una sfida epica, portandola a termine nel migliore dei modi, rialzandosi dopo ogni beffa e riuscendo a diventare sempre più forte.

Hamilton corse i suoi primi anni nel Circus con la McLaren, diventando campione del mondo nel 2008. In seguito, il team di Woking incominciò a perdere terreno, ed il britannico decise di passare alla Mercedes nel 2013. Un anno dopo, il nativo di Stevenage ebbe in mano subito un siluro, capace di disintegrare la concorrenza e di farlo diventare leggenda.

Con questo non intendiamo dire che Sir Lewis sia diventato sette volte campione del mondo per caso o solo per merito della macchina, ma non ci sono dubbi sul fatto che Schumacher abbia dovuto ricostruire un team allo sbando, rinunciando ad altri probabili titoli con la Benetton, che però non avrebbero avuto lo stesso valore.

Inoltre, sulla carriera di Hamilton ci sarà sempre una piccola macchia, ovvero quella del titolo perso nel 2016 contro il compagno di squadra, vale a dire Nico Rosberg. La maggior parte delle persone sono convinte del fatto che sia stata tutta colpa del motore esploso in Malesia, ma in pochi ricordano tutti gli errori commessi da Sir Lewis in quella stagione, soprattutto nelle fasi di partenza.

Rosberg non era di certo un pilota di poco valore, ma neanche questo fenomeno stratosferico. Sir Lewis non ha mai digerito quella sconfitta, così come il ritiro arrivato subito dopo il titolo per il tedesco, che non gli diede così la possibilità di trovare la propria vendetta.

Altro dettaglio da sottolineare è quello relativo ai finali in volata. Sia nel 2016 che nel 2021, ovvero gli unici campionati tirati che hanno visto protagonista Hamilton nell’era ibrida, sono stati persi, prima con Rosberg e poi con la Red Bull di Max Verstappen. Entrambe le stagioni lo hanno visto protagonista di una sconfitta contro una macchina all’altezza della sua Mercedes, mentre nel biennio 1997-1998, Schumacher fece già un miracolo a giocarsela sino in fondo, sfiorando un’impresa che sarebbe stata epocale.