Wolff non “butta” la W13: sentite cosa ha rivelato sull’auto 2022

Quella del 2022 è stata una delle stagioni più complicate per la Mercedes dal suo rientro in F1. Le ultime dichiarazioni di Wolff ne sono la prova.

Entrata nel Circus nel 2010 la Mercedes ha chiuso per due volte quarta, quinta nel 2012 e seconda nel 2013, quasi fosse l’antipasto della sua esplosione. Dal 2014, infatti, con l’addio ai motori termici e l’ingresso delle power unit ibride, la Stella ha dettato legge in maniera incontrastata fino al 2020, intoccabile sia tra i costruttori, sia tra i piloti. Poi, però, per sfortuna sua, nel 2021, si è imbattuta in un Max Verstappen trasformato. Più maturo e concreto, in completa sintonia con la RB16B, l’olandese ha messo in seria difficoltà Lewis Hamilton. E in un GP di Abu Dhabi con ancora molti punti oscuri, lo ha beffato, interrompendo la sua lunga striscia di successi iridati.

Il team principal della Mercedes Toto Wolff (Ansa Foto)
Il team principal della Mercedes Toto Wolff (Ansa Foto)

Determinata a riprendersi il maltolto ad debutto delle vetture ad effetto suolo, la scuderia di Stoccarda ha fallito. Troppo sicura di sé, forse. Eccessivamente convinta di poter proseguire il dominio tra le marche, ha azzardato tecnicamente con un disegno estremo che non ha pagato.

Ragion per cui in avvio di campionato ha faticato, venendo sverniciata non solo dalla Red Bull, ma pure dalla Ferrari la quale, aveva inizialmente dato un barlume di speranza ai suoi tifosi.

Avendo dovuto identificare la natura dei problemi, e poi cercare il modo di risolverli, la squadra con base tra Brackley e Brixworth, si è ritrovata nelle ultime corse ad avere ancora disponibilità economica per poter sviluppare la macchina e tentare il sorpasso sul Cavallino. L’impresa non è riuscita, ma il suo portentoso recupero sul finale, ha fatto tremare più di qualcuno in vista del 2023.

Wolff saluta il passato, ora occhi al futuro

Commentando le criticità originate da una W13 indomabile e poco decifrabile, il team principal Toto Wolff ha confessato che la prima wing-car della nuova era  avrà un posto speciale nella collezione del brand.

Probabilmente non la metteremo davanti“, ha scherzato l’austriaco prima di tornare serio. “Se tutto andrà bene le annate a venire le renderanno giustizia, in quanto ci ha permesso di imparare diverse cose, in termini di aerodinamica e di correlazione con la dinamica del veicolo“.

Grazie al decisivo pacchetto di aggiornamenti, arrivato in corrispondenza del round del Texas, quindi ormai alle battute finale del Mondiale, l’equipe è stata in grado di portarsi a casa almeno una vittoria di gara con George Russell in Brasile.

Ripercorrendo mentalmente le fasi calde di un 2022 che avrebbe dovuto andare diversamente, il manager viennese ha spiegato che, non appena si sentivano vicini alla soluzione di un problema, ne emergeva un altro.

Penso comunque che ad oggi siamo arrivati a capire abbastanza bene cosa ci fosse che non funzionava“, ha considerato aggiungendo che uno dei punti deboli è stata l’imprevedibilità dell’auto, per cui le sue performance variavano a seconda del tracciato.

In casi del genere la chiave è essenzialmente individuare il modo per migliorare l’aerodinamica, la guida e la stabilità. Sono diversi i fattori che incidono sulla competitività di una vettura. Di conseguenza, se saremo in grado di fare le opportune correzioni in inverno, potremo dare ai nostri corridori una buona piattaforma da cui partire”, ha infine asserito ottimista il dirigente.