F1, cosa significa fare un overcut? Ecco tutto ciò che c’è da sapere

Nel gergo tecnico della F1 si sente molto spesso il termine overcut. Oggi vi spiegheremo cosa significa nel dettaglio e quando si usa.

La F1 è fatta di un linguaggio tecnico che può risultare estremamente complesso da capire, per cui, cercheremo di fare chiarezza per spiegarvi al meglio il tutto. Nella giornata odierna vi parleremo dell’overcut, ovvero una delle tante strategie che vengono utilizzate dalle squadre nei corso dei cambi gomma.

F1 (ANSA)
F1 (ANSA)

Come ben saprete, dal 2010 in avanti sono stati eliminati i rifornimenti in F1, ed i pit-stop vengono effettuati soltanto per cambiare gli pneumatici. Nel 2011 è arrivata la Pirelli, la quale ha cambiato il modo di fare strategia, producendo delle gomme che hanno un’usura molto più accentuata rispetto alle Bridgestone, portando spesso le squadre ad effettuare più di una sosta ad ogni gara.

Le soste ai box, grazie all’ingegno dei team ed alla bravura dei meccanici, sono diventate man mano sempre più rapide, con la Red Bull che in alcune occasioni ne ha portate a termine anche in meno di due secondi di tempo. Ora è arrivato il momento di parlare dell’overcut, che come potrete intendere, è l’opposto dell’undercut.

F1, ecco cosa significa overcut e quali sono i vantaggi

Nella F1 di oggi, si usa molto di più l’undercut rispetto all’overcut. Il motivo è da ricercarsi proprio nelle gomme Pirelli, che rispetto alle Bridgestone o alle Michelin che si usavano in passato, sono solite usurarsi in gran fretta, cosa che porta chi si ferma per primo a montarne un treno nuovo ad acquisire un gran vantaggio.

La gomma nuova regala un grip incredibile, che consente di essere più veloci di chi non si è ancora fermato anche di circa 1-2 secondi. L’overcut consinte nell’esatto contrario, ovvero allungare il proprio stint e passare davanti a chi si ferma, cercando di guadagnare più tempo possibile pur girando con una mescola già usata.

I vantaggi, in questo senso, sono molto limitati, e si può sperare di guadagnare la posizione sul rivale solo se esso finisce in una zona di traffico intenso. Da quando è arrivato il DRS, i sorpassi sono diventati molto più facili in F1, per questo, è difficile che l’overcut porti ad un vantaggio importante.

Un esempio di overcut vincente? Guardando agli anni recenti, ci vengono in mente due vittorie di Sebastian Vettel datate 2017, ai tempi della sua esperienza in Ferrari. Al GP d’Australia, prima tappa di quel campionato, il tedesco ottenne il secondo tempo in qualifica, alle spalle della Mercedes di Lewis Hamilton.

Sin dalle prime fasi di gara, si intese che Vettel fosse più veloce, ed Hamilton, per evitare l’undercut, anticipò di molto la sua sosta, finendo alle spalle della Red Bull di Max Verstappen. Seb dovette così puntare sull’overcut, allungando il proprio stint ed iniziando ad inanellare giri da qualifica.

Hamilton rimase bloccato dietro all’olandese, che nonostante la gomma usata manteneva comunque un buon passo, sbarrando la strada alla freccia d’argento. Vettel, dunque, effettuò la sosta qualche giro più tardi, riuscendo a precedere sia Super Max che il suo rivale per la vittoria.

Una cosa simile capitò a Monte-Carlo, ma stavolta la vittima fu il suo compagno di squadra, vale a dire Kimi Raikkonen. Il finlandese ottenne la pole position e dominò la prima fase della corsa, ma la sua sosta anticipata non lo premiò. Vettel rimase in pista per molti giri, mettendo a referto un’altra serie strepitosa di giri veloci, esattamente come aveva fatto due mesi prima in quel di Melbourne.

Al momento della sosta, il nativo di Heppenheim era riuscito a guadagnare il margine sufficiente per prendersi la prima piazza, tenendo alle spalle Raikkonen al rientro in pista. I casi in cui l’overcut può pagare sono estremamente limitati rispetto all’undercut, ma c’è un altro vantaggio che merita di essere citato.

Il restare in pista più a lungo può dare una bella mano quando viene messa in pista una Safety Car o una Virtual Safety Car, in modo da poter effettuare un pit-stop con gli altri che procedono a velocità ridotta sul tracciato. Da qualche anno è infatti obbligatorio procedere in base ad un delta time quando vi è una situazione di pericolo in pista, ed in quel caso, la possibilità di fermarsi in ritardo è un grande vantaggio.

Vettel vinse così in Australia nel 2018, riuscendo a beffare un Hamilton che aveva dominato la prima parte di gara. Sir Lewis ebbe una fortuna simile nel 2020 ad Imola, passando sia Verstappen che Valtteri Bottas al primo pit-stop. Nonostante questo, siamo certi che qualsiasi ingegnere, per scavalcare una vettura che precede, punterebbe sulla sosta anticipata, che paga molto più spesso.