FIA in forte allarme: la notizia è davvero drammatica

La confessione arriva dal presidente Ben Sulayem. La FIA starebbe passando un brutto momento a livello finanziario. E non solo.

Quanto avvenuto all’inizio del suo periodo di presidenza della Federazione Internazionale dell’Automobile lo ha rivelato lui stesso. Mohammed Ben Sulayem, non solo si sarebbe trovato costretto a far fronte ad un buco di 20 milioni di dollari, ma altresì a recarsi in tribunale. Il motivo è davvero incredibile e finora passato sotto silenzio. La causa sarebbe stata intentata negli Stati Uniti da tale Jens H. S. Nygaard. Per chi non lo sapesse, l’inventore dell’halo.

FIA (AdobeStock)
FIA (AdobeStock)

Eletto quale successo di Jean Todt in data 17 dicembre 2021, il manager emiro nel primo giorno di ufficio si sarebbe trovato subito a dover incontrare i suoi legali, o meglio quelli federali, per gestire una vicenda eredita.

“Non è stato il massimo, ma circa un mese fa si è risolto tutto”, ha ammesso a Motorsport.com. “E’ stato un vero fardello da portare. Anche perché ci avrebbe messo in grave difficoltà sotto molteplici punti di vita. Ma ora è una questione alle spalle. Lo strumento a protezione dell’abitacolo è un brevetto della FIA“, ha evidenziato sollevato.

La FIA strozzata dai problemi economici?

Se la vicenda relativo all’uso legittimo del device legato alla sicurezza è stata archiviata senza troppi clamori, quello che ancora desta preoccupazione è la scarsità di fondi nelle casse dell’ente governativo.

A quanto pare, quando il pilota di rally raid ha preso il timone non è stato avvisato delle problematiche a livello di pecunia, che già erano vive e vibranti prima della pandemia. Ma ora, si è affrettato a rassicurare, che l’allarme è rientrato. Com’è stato possibile? Grazie alle sapienti cure di Natalie Robyn, ex dirigente Volvo, Nissan e DaimlerChrysler, chiamata proprio per trovare una soluzione.

E’ la prima volta che viene nominato un CEO“, ha dichiarato il 61enne, lieto di aver portato della discontinuità con il passato, giubilando poi per essere riuscito a tenere in piedi tutta la baracca, mettendo pure da parte un gruzzoletto.

Riassumendo i primi 12 mesi di impegno al vertice, il dirigente di Dubai ha evidenziato quanto siano stati di apprendimento e conoscenza di una materia complessa ed intricata. Che va ben oltre la F1.

Quando mi capita di discutere con i miei omologhi del calcio, mi rendo conto di quanto sia più facile il loro compito. Alla fine si tratta di una palla e un campo diviso in due. L’automobilismo, invece ha molte sfaccettature e configurazioni, in continuo cambiamento, che sia sotto il profilo sociale o economico. E’ tutto in divenire. E questo lo rende una vera sfida“, ha argomentato soffermandosi sul tema regolamenti.

Se il football è sempre rimasto uguale a sé stesso, nelle quattro ruote le normative vengono spesso ritoccate, così pure le macchine.

Il nostro è un processo evolutivo, in cui sono coinvolti sia i piloti, sia le scuderie. E’ dunque tutt’altro che semplice. Ci sono state delle défaillance,  ma abbiamo lo staff giusto e stiamo facendo progredire la disciplina“, ha terminato il suo ragionamento con toni trionfalistici.

In realtà ciò che sembra essere migliorato è il business in sé, ma non il contenuto e neppure il suo modo di accogliere i tifosi, tenuti costantemente distanti e con biglietti sempre più cari.