Chi paga per correre in F1? Tutto sui “famosi” pay driver

La F1 è uno sport da ricchi, visti gli altissimi costi da sostenere per gareggiare. Ecco perché alcune squadre puntano sui piloti paganti.

Raggiungere la F1 è possibile soltanto in due modi: o si ha a disposizione un talento smisurato, che contraddistingue i più forti in assoluto, o ci sono grandi possibilità economiche che permettono di superare agevolmente la categorie minori ed aver accesso alla massima serie automobilistica.

F1 (LaPresse)
F1 (LaPresse)

In passato, i pay driver sono sempre stati presenti, visto che alcune squadre hanno dei budget irrisori che senza l’aiuto dei piloti paganti non potrebbero sostenere i costi della F1. Un esempio, seppur drammatico, di pay driver nel passato è quello di Roland Ratzenberger, ovvero l’austriaco della Simtek che gareggiò nelle prime gare del 1994, trovando una tragica morte ad Imola nel 1994, durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino che costò la vita anche ad Ayrton Senna il giorno dopo.

Ai giorni nostri, i pay driver non mancano affatto. Nichola Latifi, pilota non certo fenomenale, ha avuto la possibilità di gareggiare per ben tre anni con la Williams grazie alle ingenti cifre che ha garantito al team di Grove, così come accaduto anche a Lance Stroll nei primi anni, prima che suo padre Lawrence non decidesse di acquistare la Racing Point, ribrandizzarla Aston Martin e garantire un posto al proprio figlio.

F1, ecco tutto ciò che c’è da sapere sui pay driver

I pay driver sono sempre esistiti in F1, e ciò li rende una parte importante di questo sport. Tuttavia, l’automobilismo è una disciplina molto ingiusta, perché spesso accade che piloti talentuosi ma che non possiedono sponsor di valore debbano essere licenziati per far spazio a chi porta in dote delle somme importanti.

L’esempio perfetto in termini recenti è quello di Antonio Giovinazzi, licenziato dall’Alfa Romeo Racing a fine 2021 per lasciare libero il sedile a Guanyu Zhou, primo pilota cinese nella storia della F1. Anche lo stesso Nikita Mazepin, che ha corso lo scorso anni in Haas era un pilota pagante, ma dopo lo scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina, il team principal Gunther Steiner decise di allontanarlo preferendogli il rientrante Kevin Magnussen.

I piloti con la valigia non sono mai stati visti troppo bene, ma è chiaro che senza di loro le squadre minori farebbero fatica a sopravvivere. In questo sport, rispetto al passato, ci sono molti meno soldi, motivo per il quale sono state introdotte cose come il Budget Cap o la limitazione dei test.

Tra i pay driver più famosi per i loro disastri in pista ricordiamo Pedro Paulo Diniz, che corse con la Forti e con la Sauber alla fine degli anni Novanta, ma anche il malese Alex Yoong, in forze alla Minardi nel 2002, o anche Ricardo Rosset, brasiliano che corse qualche anno prima senza mai conquistare punti.

La storia del Circus è ricca di piloti paganti, e nessuno di loro è mai riuscito ad impressionare a livello di risultati. Nello sport dovrebbe contare più il talento che la valigia, ma a volte ciò non accade, e chissà quanti grandi potenziali campioni non abbiamo potuto vedere all’opera proprio per questo motivo.