Che cilindrata ha una macchina di F1? Ecco lo scioccante dato

La F1 ha avuto modo di perfezionarsi sempre di più in questi anni e anche le macchine ora hanno a disposizione delle cilindrate pazzesche.

La Formula 1 è sempre stata ammirata e apprezzata per essere la più grande competizione automobilistica del mondo, con le gare che sono davvero apprezzate e ammirate in tutto il mondo, per questo motivo è bello cercare di capire come vengono sviluppati i motori al loro interno.

F1 (LaPresse)
F1 (LaPresse)

Il mondo delle macchine e delle automobili è sempre stato considerato come uno dei più affascinanti nella storia, per questo motivo la Formula 1 rappresenta il suo non plus ultra, una realtà magica e incredibile.

Stiamo assistendo sempre di più a una crescita esponenziale della qualità delle automobili, con le loro prestazioni che stanno permettendo di assistere sempre di più a delle gare di altissimo livello.

Ovviamente i motori stanno cambiando in maniera sempre più intensa e soprattutto si sta cercando non soltanto di poter avere delle prestazioni eccezionali, ma allo stesso tempo cercano di poter venire incontro ai problemi ambientali.

Ecco dunque come mai le vetture odierne hanno delle cilindrate fondamentalmente molto minori rispetto al passato e soprattutto si basano sempre di più sull’ibrido, stravolgendo completamente la realtà con il passato.

Pensate come nel 1950, anno in cui la Formula 1 divenne per la prima volta realtà, le vetture potevano realizzare dei motori con una cilindrata da 4000 cc, un qualcosa assolutamente impossibile al giorno d’oggi.

Inoltre i motori erano da 12 cilindri, ben diverso dalle realtà odierne e che hanno permesso sicuramente di poter diminuire l’inquinamento acustico che derivava dalle precedenti versioni.

Eppure già negli anni ’50 venne tolta la possibilità di avere la libertà assoluta per la creazione di motori davvero troppo ingombranti e soprattutto troppo dannosi per le vetture e per l’ambiente, per questo motivo già nel 1951 ci fu la prima rivoluzione.

Prendiamo per esempio la 500 F2 della Ferrari che a distanza di un solo anno dovette passare da un motore V12 a uno 4 in linea e la potenza della cilindrata fu da 4000 a soli 2000.

Un cambiamento davvero epocale, ma che a Maranello venne molto apprezzato, soprattutto perché diede la possibilità in quella stagione di poter vincere la prima gara della propria storia con l’argentino Froilan Gonzalez e poi nei due anni seguenti arrivarono due Mondiali con Alberto Ascari.

Prendendo sempre le vittorie della Ferrari notiamo come alla fine degli anni ’50 venne data la possibilità di aumentare le cilindrate e Mike Hawthorn vinse con una 246 F1 in grado di sprigionare un motore V6 e con 2500 di cilindrata, prima di un altro crollo.

I trionfi della Cooper spinsero al FIA a modificare ancora una volta il regolamento e nel 1961 Wolfgang Von Trips, prima di morire tragicamente a Monza, e Phill Hill si diedero battaglia con la 156 F1 che aveva un totale di 1500 di cilindrata.

La cilindrata rimase invariata per diversi anni, anche John Surtees nel 1964 vinse con la stessa tipologia di vettura, anche se i cilindri passarono da 6 a 8, ma importanti cambiamenti arrivarono negli anni ’70.

Storia della cilindrata in F1: a che punto siamo oggi?

Negli anni ’70 dunque ci fu una vera e propria rivoluzione, l’ennesima della storia della F1, perché diede così la possibilità di poter creare delle vetture molto più prestazionali e potenti.

Il ritorno alla vittoria della Ferrari nel 1975 con Niki Lauda avvenne con una 312 T da ben 3000 di cilindrata e con un V12 come cilindri, e lo stesso capitò per le altre due vetture nel 1977 e nel 1979, quest’ultima con Jody Scheckter.

Gli anni ’80 riportarono però a delle cilindrate molto basse, basti vedere come la 126 C3 del 1983 fosse tornata solamente a 1500 cc, per riavere la grande impennata degli anni ’90.

La F310 del 1996, la prima Ferrari guidata da Michael Schumacher, era un V10 da 3000 di cilindrata e lo stesso venne confermato anche nel 2000, quando il Kaiser vinse il suo primo Mondiale, e venne protratto fino al 2004.

L’ultimo Mondiale vinto dalla Rossa vedeva già le monoposto avere dei motori meno potenti, infatti Kimi Raikkonen ottenne il titolo iridato con una F2007 che aveva 2400 di cilindrata, con questa tipologia di vetture che proseguì fino al 2013.

Dal 2014 c’è stata la grande rivoluzione legata alla nascita dell’ibrido, il che portò a un vero e proprio crollo da parte della potenza delle varie vetture che divennero assolutamente molto più leggere e soprattutto meno rumorose.

Da quell’anno fino a oggi infatti la cilindrata delle vetture è solamente di 1600 cc, davvero pochissimo in relazione alla straordinaria potenza di queste monoposto, con il motore che è un V6.

Inizialmente era stata montata internamente una sola turbina, ma dal 2019 è stata data l’opportunità alle Scuderie di portare il tutto almeno a due turbine, un cambiamento e una novità che di sicuro ha fatto molto bene allo spettacolo e agli amanti dei motori.