Red Bull con motori Ford? Arriva la dichiarazione ufficiale

Si è fatta largo l’indiscrezione dell’ingresso di Ford in F1 come motorista Red Bull. Cosa c’è di vero? La risposta della Casa americana.

Sembrava ormai cosa fatta la partnership tra Red Bull e Porsche a partire dal 2026. Ed invece quando era il momento di firmare è saltato tutto. A differenza di Honda che si era presentata in F1 nel 2015 come mera fornitrice del propulsore, prima di McLaren e poi appunto degli energetici, il costruttore tedesco avrebbe espresso la volontà di entrare come co-proprietario. Ciò significa che, dopo aver illuso gli austriaci ha buttato lì l’offerta di acquisizione del 50% del team. In questa maniera avrebbe potuto piazzare i suoi tecnici, i dirigenti e i piloti della sua filiera, in un braccio di ferro non ideale con chi la squadra l’aveva creata da zero.

Red Bull e Ford (ANSA)
Red Bull e Ford (ANSA)

Era infatti il 2005 quando Dietrich Mateschitz, visionario imprenditore, individuava nel Circus un altro terreno fertile per piantare il seme della sua bevanda. Acquisita la Jaguar e ridipinta la livrea della monoposto con i classici colori della lattina, sarà lui a scegliere Christian Horner come dirigente, affiancato all’esperto consulente Helmut Marko nelle vesti di talent scout. Nel 2006, invece, arriverà il progettista geniale Adrian Newey, il quale dotato di un’abilità tutt’ora impareggiabile, saprà produrre auto via via più competitive, fino all’esplosione del 2010, quando con un giovanissimo Sebastian Vettel darà il via ad una striscia vincente. Quattro saranno i titoli piloti e marche conquistati.

E pure quando dal 2014 comincerà l’era ibrida della Mercedes, l’equipe con base a Milton Keynes continuerà ad essere temibile.

Non riuscendo più a dominare come prima, quella che era  stata una bellissima storia d’amore con il motorista Renault, diventerà una guerra di nervi, tra tensioni e insulti. Passata alla PU sviluppata a Sakura, passo passo tornerà quella di un tempo.

Nel 2021 capace di fermare la cavalcata di Lewis Hamilton tra i conduttori, quest’anno ha fatto bottino pieno.

Ford tornerà davvero in F1?

Eppure il problema rimane. La decisione del produttore nipponico di salutare la compagnia a fine annata scorsa, ha obbligato la Red Bull a trovare una soluzione. Come? Allargando il proprio quartier generale e acquisendo personale specializzato nella creazione di propulsori. Perché sebbene in via ufficiosa le unità motrici sono ancora quelle giapponesi, il lavoro di adattamento è ora fatto nel Regno Unito. Uno sforzo non indifferente in termini di costi e umani.

Ecco perché sarebbe stato importante per lei trovare un costruttore a cui affidarsi. In quest’ottica, nei giorni scorsi si è fatta largo una chiacchiera. Quella che vorrebbe l’interessamento della Ford.

Il brand statunitense è fuori dallo sport di livello internazionale da un po’. Ad esempio, nel WRC è presente solo come fornitrice dei modelli base per la privata M-Sport (prima Fiesta, ora Puma).

Considerata la forte espansione della top class nel Nuovo Continente, sia come numero di appuntamenti, sia per quanto concerne l’audience, per un nome tanto di peso dell’automotive sarebbe una mossa perfetta. Non magari come proprietario, o sotto mentite spoglie come avvenne per il periodo 2002-2004 sotto le insegne Jaguar, ma come semplice fornitore.

Pizzicato sul tema si è espresso Mark Rushbrook, direttore globale del marchio per quanto concerne il motorsports che, però, ha preferito nicchiare, ribadendo come il focus sia tutto sulla NASCAR. E bollando le altre come “speculazioni”.

Ci sono state molte voci a riguardo, ma non le commenteremo“, ha tagliato corto il manager, dando la sensazione che qualcosa di vero potrebbe anche esserci.