Red Bull, addio alla Honda? Può abbracciare lo storico rivale di Ferrari

Stravolgimenti clamorosi in vista di un futuro molto meno scontato di quello che poteva prevedersi. La Red Bull Racing potrebbe stringere un accordo con un noto marchio a stelle e strisce.

La Formula 1 sta tornando ad essere molto attrattiva. Il passaggio alle auto ad effetto suolo nel 2022 ha rivitalizzato un ambiente che, negli anni precedenti, non aveva attratto grossi nomi. L’Audi si è fatta avanti e ha puntato le sue fiches sul 2026 con il team Sauber. La Porsche, per molto tempo, ha flirtato con la Red Bull Racing per diventare il motorista ed avere un ruolo di primo piano nello scacchiere del team con sede a Milton Keynes.

Red Bull Racing F1 (Ansa Foto)
Red Bull Racing F1 (Ansa Foto)

Horner e Marko si sono opposti all’inserimento del brand di Stoccarda, chiudendo le trattative nel momento in cui sembravano vicini ad un accordo definitivo. La Red Bull Racing ha preferito mantenere una propria autonomia decisionale, allontanandosi da possibili accordi in vista del cambio regolamentare del 2026. Il concetto “squadra che vince non si tocca” potrebbe subire un duro contraccolpo con la separazione dal motorista Honda. I giapponesi si sono iscritti anche per il 2026, ma potrebbero virare le proprie attenzione sulla McLaren, Williams o sull’Aston Martin. Se con il team di Woking le cose non sono andate bene in passato, Williams e AM potrebbero essere anche attirate dall’idea di avere le Power Unit giapponesi della next gen.

Red Bull, accordo siglato con Ford?

La squadra campione del mondo non vorrà certo farsi trovare impreparata. Il team si sta guardando intorno alla ricerca di una eventuale collaborazione. L’idea sarebbe quella di autoprodursi i motori nel reparto della RB Powertrain aperto a Milton Keynes, ma i vertici sarebbero interessati a legarsi ad un marchio forte per ricevere un sostegno finanziario dal 2026. Il principale indiziato è il brand americano Ford, da anni lontano dalle dinamiche del circus. Il colosso di Detroit potrebbe avere un ruolo di primo piano, sfoggiando il logo con la forma di un’ellisse sulle vetture progettate da Adrian Newey. La Red Bull Racing ha messo in mostra, in passato, il logo Aston Martin.

Con l’entrata in griglia del team di Lawrence Stroll la squadra ha perso uno sponsor importante. Il brand Honda ha continuato a fare capolino sulle vetture austriache, dopo una fittizia uscita di scena. Il congelamento dei motori, però, è stata una grande trovata, una volta trovata la massima competitività. L’ “addio” della Honda per finalità green non ha cambiato i valori, perché i tecnici giapponesi hanno continuato a lavorare a braccetto con i professionisti a Milton Keynes per raggiungere risultati top con Sergio Perez e Max Verstappen. In passato, la partnership con la Renault, dopo i fasti con Sebastian Vettel, è finita in malo modo per la scarsa affidabilità delle Power Unit ibride della casa francese.

Daniel Ricciardo ha vissuto un vero e proprio incubo negli ultimi anni a Milton Keyes. Oltre alle avarie tecniche, la RB ha convissuto con un gap prestazionale importante rispetto alla Mercedes. Solo nel 2021 la squadra ha ricominciato a marciare, come ai tempi dei titoli di Vettel. Max Verstappen ha conteso il titolo a Lewis Hamilton, sferrando l’attacco decisivo nell’ultimo atto di Abu Dhabi. Il trionfo del figlio d’arte di Jos è stato da preludio per il dominante 2022. L’olandese ha conquistato la bellezza di 15 Gran Premi + 2 Sprint Race, laureandosi campione a Suzuka. Nel Gran Premio del Giappone, davanti ai tecnici della casa di Tokyo, sono riapparsi i loghi sulla RB18.

Il cambio regolamentare del 2026 potrebbe stravolgere, però, la certezza tecnica dell’armata austriaca. A quel punto potrebbe essere l’occasione per progettare e produrre una propria PU, distaccandosi realmente dalla Honda. Potrebbe essere anche un rischio clamoroso, ma negli anni sono arrivati tanti tecnici di assoluto livello dalla Mercedes. Il rifiuto dell’ingresso di Porsche potrebbe anche essere letto in questa chiave di lettura.

Nel commentare questa decisione Horner, come riportato da Motorsport.com, ha annunciato: “Il nostro dipartimento Powertrain è un nuovo ed entusiasmante capitolo per Red Bull, e non è mai stato condizionato o dipendente dal coinvolgimento di terze parti, così come di Costruttori esterni, non è assolutamente un prerequisito”.

In questo scenario il sostegno della Ford potrebbe essere, puramente, finanziario. Sarebbe la più classica delle negoziazioni win-win per visibilità ed introiti. Uno sponsor illustre potrebbe essere una garanzia per il team e, viceversa, anche la casa costruttrice americana avrebbe un ulteriore rinforzamento della partnership. In tal caso il brand Ford, di cui Red Bull è partner nel programma WRC come main-sponsor, non avrebbe pretese azionarie o tecniche nei programmi sportivi del team di Milton Keynes.

La Ford non avrebbe interesse a lanciarsi nel complesso mondo dei motori ibridi, non volendo farsi carico delle problematiche tecniche che potrebbero emergere. Per questioni di marketing la Red Bull Racing potrebbe accettare la sinergia con Ford, avendo un budget supplementare per eccellere nella categoria regina del Motorsport anche negli anni avvenire.