La Ducati entra nel mito: il record che non era mai stato raggiunto

La Ducati torna a vincere anche in Superbike dimostrando un dominio assoluto nel mondo delle due ruote, con un primato mai avvenuto.

Il 2022 è stato un anno davvero d’oro per la Ducati, perché dopo il successo di Pecco Bagnaia in MotoGP, ecco che in Superbike è arrivato il trionfo di Alvaro Bautista con una sua V4 R che permette così alla Scuderia di Borgo Panigale di poter entrare sempre di più nella leggenda e nel mito.

Ducati
Ansa Foto

Se fino a poco tempo fa poteva esserci qualche dubbio sul fatto che ci fosse stata nella storia un’annata migliore del 2022 per la Ducati, da domenica 13 novembre i dubbi sono definitivamente spariti.

La Scuderia italiana mai come quest’anno ha dimostrato di essere il non plus ultra del mondo delle due ruote, con il motociclismo mondiale che vede la sua Capitale assoluta in quel di Borgo Panigale.

Era nell’aria e lo si aspettava con trepidante attesa, con Gara 1 in Indonesia che aveva dato già modo di poter vincere il Mondiale ma un grande Toprak Razgatlioglu ha cercato in tutti i modi di contrastare il trionfo Ducati.

Bautista non sale mai sul gradino più alto del podio in nessuna delle tre prove in terra indonesiana, secondo in Gara 1 e in Gara 2 e quarto nella SuperPole Race, mentre il turco riesce a far bottino pieno realizzando la seconda tripletta stagionale, ma non basta.

Alvaro arriva impennando e carico di gioia la traguardo perché con le sole tre prove da disputare in Australia fra una settimana, può già festeggiare per il primo trionfo della carriera in Superbike.

Un trionfo che lo porta così sul tetto del mondo, dopo quella vittoria nel 2006 nella classe 125, con il mondo intero che continuava a vederlo solamente come una buona promessa e nulla più.

Finalmente viene cancellato l’incubo del 2009, un anno che era partito nel miglior modo possibile e che sembrava destinato a riportare il titolo in Ducati, ma il crollo nella seconda parte di stagione regalò il successo ancora all’eterno e immortale Jonathan Rea.

Questa volta Alvaro sale sul gradino più alto del mondo dopo solo una settimana dal grande trionfo in MotoGP di Pecco Bagnaia e le due classi più importanti del motociclismo internazionale si colorano di rosso.

Per la prima volta nella storia dunque la Ducati riesce a diventare campione del mondo in entrambe le categorie, un’impresa che non era mai riuscita nella storia della casa di Borgo Panigale, soprattutto causa le difficoltà di vittoria in MotoGP.

L’unico trionfo precedente a quello di Bagnaia era avvenuto con Casey Stoner nel 2007, con Nuvola Rossa che ebbe nel primo decennio del nuovo millennio un grandissimo periodo con ben 5 successi in Superbike, ma in quell’occasione dovette abdicare.

L’australiano Troy Bayliss aveva portato la Ducati in cima al mondo nel 2006 e nel 2008, ma nel 2007 venne risucchiato in una splendida lotta a quattro tra lui, la Honda di James Toseland, la Yamaha di Noriyuki Haga e la Suzuki di Max Biaggi.

Alla fine il ducatista fu addirittura il quarto del gruppetto, pur chiudendo comunque con soli 43 punti di ritardo dal campione Toseland.

Bagnaia e Bautista nella leggenda: Ducati per la prima volta è bicampione

Dunque si può continuare a scrivere pagine memorabili della storia del motociclismo, perché la Ducati a questo punto entra finalmente tra le grandi Scuderie che sono riuscite nella doppietta storica.

L’ultima era stata la Yamaha nella scorsa stagione, perché se in MotoGP il trionfo era stato targato Fabio Quartararo, in Superbike il campione è stato Toprak Razgatlioglu, primo turco nella storia capace di arrivare a tanto e che si è rivelato splendido rivale anche in questa annata.

L’accoppiata MotoGP e Superbike nello stesso anno era un obbiettivo che doveva essere realizzato per poter così dimostrare a tutti gli effetti di essere entrati nel Gotha assoluto del motociclismo mondiale.

A rendere ancora più epico questo 2022 ci ha pensato anche Axel Bassani, con il pilota veneto che si candida sempre di più a un posto in una grande Scuderia dato che la giornata di domenica si era aperta nel miglior modo possibile, con la sua vittoria nella classifica delle Scuderie indipendenti.

Il veneto infatti corre per la Motocorsa Racing, ma la sua vettura è sempre una Ducati Panigale V4R, dunque il mondo a due ruote si colora davvero definitivamente e sempre di più di rosso.

Bagnaia, Bautista e Bassani, le tre B che hanno portato la Ducati sempre di più nella storia e nel mito di questo sport, trionfatori delle categoria più importanti e a questo punto citiamo anche la Pramac che ha vinto il Mondiale costruttori per le Scuderie indipendenti.

Speriamo che possa essere l’inizio di un grande dominio assoluto, ma la prima volta di sicuro non si scorda mai e una Ducati così è destinata a rimanere per sempre nel mito.

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