Perez si candida per il titolo 2023: la risposta di Marko è brutale

Perez vorrebbe copiare Verstappen già nella prossima stagione. Ma i vertici Red Bull non nascondono un certo scetticismo.

Ora lo possiamo affermare senza alcun dubbio. Sergio Perez evidentemente non ha capito il motivo del suo ingaggio in Red Bull. Chiamato di gran fretta al termine del 2020 quando già si stava preparando a salutare la F1, il messicano era stato assoldato dal team energetico per portare a casa punti pesanti, utili per la coppa costruttori.

Sergio Perez (Ansa Foto)
Sergio Perez (Ansa Foto)

Un target che allora mancava da 2013 anche a causa di compagni di squadra di Verstappen non all’altezza. Daniel Ricciardo, Pierre Gasly ed Alex Albon sono stati bruciati a causa della loro inesperienza, dovendo poi accettare di riparare altrove.

Ecco dunque che la dirigenza aveva deciso di puntare su un veterano dotato della velocità e della costanza necessarie per concretizzare un obiettivo del genere.

Salvo nei primi momenti, il 32enne ha dato prova di sapersi adattare rapidamente alla monoposto e nel 2021 ha chiuso quarto. Attualmente invece, si trova in piazza d’onore, proprio alle spalle dell’olandese, fresco del bis iridato. Motivo per cui per il prossimo Mondiale vorrebbe salire di un gradino.

Un passo che per il cacciatore di talenti della scuderia energetica Helmut Marko è pressoché impossibile. Alla luce di una serie infinita di insuccessi da parte dei vicini di box di Max, anche questa volta, per il consulente, cotanto ardimento si risolverà in un flop.

Perez demolito dal suo boss

Questo anche perché la vettura è stata costruita sullo stile del figlio d’arte, e chi corre con lui deve fare opera di adattamento. Spesso non venendone a capo con l’insorgere di dubbi e perplessità.

Spesso chi divide il garage con l’olandese si chiede se l’auto sia la stessa. Se il materiale sia il medesimo. A quel punto provano a modificare il proprio modo di guidare, non riuscendo ad accettare di non essere bravi quanto lui“, ha chiuso la questione il 79enne, semplicemente bocciando l’idea che il driver di Guadalajara possa dire la sua se non in qualche appuntamenti.

Ma che cosa distingue il #1 da tutti gli altri? Cosa lo rende tanto forte? Per l’austriaco, l’essere stato cresciuto da un padre ex del Circus, con metodi duri, quasi da caserma. “E’ stato allenato in maniera piuttosto severa dal padre. E questo ha prodotto buoni frutti“, ha sintetizzato, raccontando poi un episodio che ben fa comprendere la storia.

Quando aveva meno di dieci anni, si trovavano in Italia per una gara di karting. Non appena ha cominciato a piovere, gli altri ragazzi si rintanarono in una caffetteria per un caffè o una torta. Lui invece fu costretto a stare fuori e a congelarsi le dita. Ecco il motivo per cui è diventato tanto bravo sul bagnato. E’ capace di adattarsi immediatamente“, l’episodio che da alcuni può essere definito eccessivo e forse inaccettabile per i tempi moderni.

In ogni caso, il messaggio di fondo del manager di Graz è che non si può fare niente contro una macchina da guerra del genere. Neppure se ci si mostra super determinati e pronti a dedicarsi anima e corpo al sogno di mettere il corridore di Hasselt in difficoltà.

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