F1, il Brasile trema: adesso il GP è veramente a rischio

Il mondiale di F1 si prepara al penultimo appuntamento in Brasile, ma la gara sembra essere in pericolo. Ecco cosa sta succedendo.

La F1 fa tappa in Brasile per il 21esimo appuntamento della stagione, che prevede anche l’ultima Sprint Race dell’anno. La pista di Interlagos è una delle più belle in assoluta, fatta di saliscendi e di curve che mettono in risalto la bontà telaistica delle monoposto, senza contare che le power unit saranno messe a dura prova.

F1 (LaPresse)
F1 (LaPresse)

Si correrà, anche se in maniera minore rispetto a Città del Messico, ancora una volta in altura, e questo è uno dei motivi per il quale la Red Bull è sempre andata a nozze con la pista situata a San Paolo del Brasile. Sia ai tempi del motore Renault che dal 2019 in avanti con la Honda, il team di Milton Keynes ha potuto sfruttare le maggiori dimensioni del turbo, che permette di perdere meno potenza possibile con l’aria rarefatta.

La F1 odierna è molto complessa sul fronte tecnico, e questi piccoli dettagli possono fare una grande differenza. Max Verstappen e la Red Bull hanno vinto qui nel 2019, ma sono motivati come non mai a continuare la striscia di vittorie. La RB18 è già la monoposto più vincente della storia della squadra anglo-austriaca, ed ora punta ad agganciare un nuovo primato.

Se Super Max o Sergio Perez riuscissero a vincere in Brasile e ad Abu Dhabi, porterebbero a quota 11 i successi consecutivi, in una serie positiva iniziata il 24 luglio in Francia. Ciò significherebbe agganciare il record di vittorie messe in fila, che appartiene alla McLaren-Honda MP4/4 di Ayrton Senna ed Alain Prost, e che resiste dal lontano 1988.

Quella monoposto vinse 15 gare su 16, lasciando soltanto una doppietta alle Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto a Monza, ad un mese dalla morte del grande fondatore Enzo. Il Cavallino arriva in Brasile con la speranza di risollevarsi dopo il terribile fine settimana di Città del Messico, per ricacciare indietro una Mercedes che si è portata a -40 nel mondiale costruttori.

Tuttavia, non sembra esserci ottimismo nei vertici, anche se Mattia Binotto ha dichiarato di non essere preoccupato dal ritorno del team di Brackley. Secondo il team principal, il tutto si spiega nella mancanza di sviluppi portati sulla Rossa, mentre le frecce d’argento hanno continuato ad evolversi sino ad Austin, portando l’ultimo pacchetto della stagione.

La Ferrari ha vinto in Brasile soltanto una volta dal 2008 in avanti, grazie a Sebastian Vettel nel 2017. Per il resto sono maturate tante delusioni, ormai una consuetidine nell’ultima parte di campionato, dove Red Bull e Mercedes fanno storicamente la differenza.

F1, in Brasile rischio di pesanti temporali

Il Gran Premio del Brasile è a forte rischio per vari motivi, anche se le autorità locali hanno deciso di proseguire con i preparativi. La F1 sta arrivando ad Interlagos in questi giorni, dove ci sono grandissimi disordini nel paese per via dell’esito delle elezioni politiche. I sostenitori di Jair Bolsonaro, presidente uscente, non riconoscono la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva.

I disordini sono all’ordine del giorno, con alcuni camion della Ferrari che era persino rimasti intrappolati nel traffico a causa dei blocchi stradali. Ad aumentare l’agitazione c’è anche il rischio legato al tempo, che in questo periodo non è mai prevedibile al 100% in Brasile.

Secondo “Weather.com“, venerdì pomeriggio sono previsti importanti precipitazioni a San Paolo. Ci saranno 28 gradi durante la giornata ed il 56% di possibilità di pioggia. Sabato è prevista la Sprint Race, evento che non si è mai disputato con il bagnato, ma che con ogni probabilità verrà affrontata con gomme da pioggia. Infatti, le probabilità di violenti scrosci si aggirano tra l’80 ed il 90%, mentre scendono al 75% per la gara di domenica.

Le F1 odierne fanno una gran fatica a gareggiare con la pioggia battente come si è visto in Giappone, a causa delle gomme Full Wet fornite dalla Pirelli che non garantiscono il grip necessario ed alzano troppa acqua. A tutto ciò si aggiunge un altro guaio, che riguarda l’orario di partenza. Come avrete notato, la gara domenicale scatterà alle 19 ora italiana, le 15 locali a San Paolo, con un ritardo di un paio di ore rispetto al passato.

Ciò significa che se dovessero presentarsi problemi legati alla visibilità, l’evento subirebbe addirittura l’annullamento, possibilità non del tutto remota visto il maltempo che è stato previsto in questi giorni. Nel 2016 assistemmo ad una gara lunghissima proprio per via dei pesanti temporali che si riversarono sulla pista, la quale rientra tra le meno drenanti dell’intero calendario. Ci attende un fine settimana davvero complicato.