Verstappen, l’accusa del boss Red Bull: “l’errore” commesso da tutti

Giunto al suo secondo titolo iridato in F1, il talento di Verstappen non sarebbe riconosciuto come meriterebbe. L’accusa arriva dal suo team.

Si tratta ormai di una storia che va avanti da tempo. Dopo Michael Schumacher e Fernando Alonso, un po’ tutti i campioni del mondo che si sono susseguiti in F1 hanno suscitato delle perplessità nel pubblico e nel paddock. Kimi Raikkonen nel 2007 fu accusato di aver avuto fortuna. Lewis Hamilton nel suo primo centro con la McLaren, di essere stato aiutato dal “venduto” Timo Glock nell’ultima decisiva corsa.

Max Verstappen (Ansa Foto)
Max Verstappen (Ansa Foto)

Jenson Button di aver vinto soltanto grazie all’intuizione tecnica di Ross Brawn. Successivamente Sebastian Vettel ed Ham di aver potuto usufruire in un missile irraggiungibile. Unico ad uscire abbastanza indenne da certe considerazioni, fu Nico Rosberg nel 2016.

Quante volte negli anni scorsi abbiamo ascoltato il boss Mercedes Toto Wolff dichiarare che il valore del #44 non era ancora stato capito e che al contrario stavamo assistendo a qualcosa di straordinario? Parecchie. E siccome repetita iuvant, ora si è aggiunto pure l’omologo della Red Bull Christian Horner a canticchiare il noto refrain. Non ovviamente ad indirizzo del britannico della Stella, bensì di Max Verstappen.

Verstappen non è stato ancora capito?

Chiamato a fare una comparazione tra Seb, suo iniziale pupillo, o meglio colui che tra il 2010 e il 2013 trionfò a ripetizione con i colori della lattina, e Mad Max, il 48enne ha così argomentato: “Sono diversi per caratteristiche, ma ugualmente di successo“, le sue parole riportate da RacingNews365.

Quanto raggiunto dal tedesco lo fa inserire tra i più grandi e gloriosi rappresentati del nostro sport. Ma ciò a cui stiamo assistendo adesso è qualcosa di speciale. A volte ho la sensazione che le abilità del nostro pilota non vengano riconosciute come dovrebbero“, ha rimarcato.

Per il manager inglese, cosa distingue il driver di Hasselt, da tutti gli altri, è che se nel recente passato una scuderia, una macchina hanno dominato, in questo caso è solo lui ad emergere.

Si è aggiudicato buona parte dei gran premi effettuati, oltre a due Sprint Race, tra l’alto, in queste ultime, sempre partendo dalla pole position“, ha tessuto le lodi del 25enne. “ha dovuto sudarseli certi traguardi e se si fa un bilancio di questa annata da parte sua, non si può che definirla eccellente“.

In occasione del recente round messicano, il figlio d’arte ha altresì infranto un importante record, relativo al numero di GP conquistati nell’arco di un Mondiale. Ben 14. In un calendario pieno che, ovviamente, dà una mano. “Stiamo ammirando un livello di prestazione davvero altissimo. Il fatto poi che nella generale conduttori siamo primi e secondi, è qualcosa che ci fa essere piuttosto orgogliosi“, ha detto il marito di Ginger Spice, convinto che un ingrediente cardine del team sia la continuità anche del personale, l’unità e la sinergia.

Siamo un’equipe da competizione. Fa parte del nostro dna. Amiamo metterci alla prova. Alzare l’asticella e adottare un approccio aggressivo. Seguiamo solamente la nostra passione. E ciò ci permette di scendere in pista con il solo obiettivo di fare il meglio possibile“, la chiosa con un’esaltazione del suo gruppo di lavoro.

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