Marko sgancia la bomba: ci sono 6 team irregolari in F1

Il talent scout della Red Bull Marko non accetta la punizione subita dal suo team per il budget cap e getta ombre sul resto del gruppo.

Quello che gli inglesi hanno ribattezzato “Cashgate” continua a tenere banco nelle chiacchiere del paddock. Nonostante in Messico sia arrivata la sentenza definitiva circa la violazione, per 2,2 milioni di dollari, del tetto di spesa da parte della Red Bull, con una sanzione costituita da 7 milioni di multa, più la riduzione del 10% del tempo a disposizione in galleria del vento, la squadra austriaca non accenna a farsene una ragione.

Helmut Marko (Ansa Foto)
Helmut Marko (Ansa Foto)

Convinto di essere nella ragione, il team con base a Milton Keynes sta cercando di spostare il radar sulla concorrenza, sostenendo che come loro sono caduti nella trappola nel 2021, gli altri hanno fatto lo stesso nella stagione in corso. Complice soprattutto l’inflazione.

A cause dell’impennata dei valori, la Federazione Internazionale ha accettato di rivedere la cifra ed aumentare leggermente il limite delle risorse da utilizzare a 140 milioni di dollari. Nella fattispecie, l’incremento sarebbe del 3,1%, pari a 4,3 milioni di dollari.

Tale decisione è stata concordata dagli iscritti e dalla F1 Commission, in quanto, a causa delle fluttuazioni del mercato seguite allo scoppio del conflitto bellico tra Russia e Ucraina, il rischio di non rispettare i dettami del Regolamento Finanziario era diventato importante.

In particolare il boss degli austriaci Christian Horner aveva paventato il pericolo, in realtà scongiurato, per alcune equipe di dover saltare alcune corse del 2022 proprio perché incapaci di stare all’interno del budget imposto dalla FIA.

Marko lancia l’allarme sul budget cap

Come noto, stando al report federale, nessun altro team oltre alla Red Bull avrebbe ecceduto nella somma da utilizzare sul progetto dello scorso anno. Mentre Aston Martin e Williams sono state sanzionate per aver sbagliato le procedure nella comunicazione dei dati.

Per il consulente del gruppo fondato da Dietrich Mateschitz Helmut Marko, oggi la situazione sarebbe ben diverse. A suo avviso ben 6 sarebbero le squadre in violazione.

L’inflazione non può essere calcolata sul lungo termine. Nello specifico se è figlia dell’incremento del costo dell’energia“, ha affermato ad Auto Motor und Sport.

Cercando di spiegare invece, come la sua compagine sia caduta nel tranello quando ancora non c’era alcuna guerra e di conseguenza alcun allarme, il 79enne se l’è presa con l’immaturità. La scarsa conoscenza del sistema di calmieramento delle spese. “Era la prima annata con questo provvedimento. E le norme erano vaghe“, ha giustificato.

L’ente governativo ha risposto tardi alla nostra richiesta di chiarificazioni“, ha dichiarato puntando il dito su chi doveva vigilare. “Ci eravamo affidati al network Ernst & Young per quanto riguarda la verifica della contabilità. Alla fine bisogna pur appoggiarsi a qualcuno“, si è sfogato indugiando su un dettaglio. “Eravamo convinti di avere un tesoretto di 3 milioni. Ed invece ci erano rimasti solo 400.000 dollari“.

Se la concorrenza ha sempre sostenuto la tesi dell’imbroglio, i vertici della scuderia della bevanda si sono difesi brandendo la scusa della buona fede. Tutto sarebbe stato originato dalla voce dedicata al catering non inserita nel computo da denunciare. Ma più di qualcuno nutre forti dubbi a tal proposito.