Ferrari, c’è un altro dato che condanna il Cavallino: tifosi increduli

La Ferrari ha tanti guai da risolvere, ed uno in particolare ha portato a tante sconfitte mondiali. Ecco di cosa si tratta con precisione.

Per la Ferrari è tempo di riflessioni dopo l’ennesima annata partita sotto i migliori auspici e conclusasi con le solite delusioni. Il Cavallino non riesce a giocarsi il mondiale fino all’ultima gara dal 2012, quando Fernando Alonso dovette arrendersi alla Red Bull di Sebastian Vettel per 3 miseri punti.

Ferrari F1-75 (ANSA)
Ferrari F1-75 (ANSA)

La Scuderia modenese è riuscita a gettare al vento anche il buon vantaggio tecnico che aveva messo in mostra nelle prime fasi, facendosi inghiottire dalla Red Bull ed ora anche dalla Mercedes. La freccia d’argento, almeno sino a Baku, accusava quasi un ritardo di un secondo al giro dalla Rossa, ed in Messico Lewis Hamilton ha concluso con quasi un minuto di margine su Carlos Sainz e Charles Leclerc.

Questi dati lasciano molto riflettere sull’inadeguatezza tecnica e politica che c’è a Maranello, considerando che la direttiva tecnica introdotta in Belgio ha fatto la sua parte nel crollo prestazionale emerso nelle ultime gare. La Ferrari è troppo indietro su alcuni aspetti, tra cui spicca, senza dubbio, quello degli sviluppi.

Da troppi anni, come avremo modo di approfondire più avanti, la Rossa butta via i titoli mondiali a causa degli upgrade non all’altezza della concorrenza, che fa sempre la differenza dalla pausa estiva in poi. Difficile trovare una spiegazione unica, dal momento che dal 2009 in avanti si sono succeduti tanti gruppi di lavoro diversi, che però non hanno prodotto risultati sportivi degni di nota.

Ferrari, la seconda parte di stagione è un incubo

La F1 ha imboccato la direzione precisa di allungare i calendari da qualche anno a questa parte, e ciò implica il fatto che gli sviluppi assumano un’importanza decisamente maggiore. La Ferrari, in questo senso, ha sempre fatto una fatica estrema, e nonostante le parole di Mattia Binotto ad inizio anno, anche il 2022 ha confermato la tendenza.

Queste difficoltà sono iniziate nel 2009, in corrispondenza dell’imposizione della FIA di non effettuare più test in pista durante l’anno, puntando tutto su galleria del vento e simulatore. Dal 2009 in avanti, metà campionato in poi, non sono mai arrivate più di tre vittorie, consentendo a Red Bull, Mercedes ed anche McLaren prima dell’era turbo-ibrida, di fare la differenza.

Nel 2009 l’unico successo del Cavallino arrivò a Spa-Francorchamps con Kimi Raikkonen, mentre il 2010 fu l’anno migliore in questo senso con le tre affermazioni di Fernando Alonso arrivate a Monza, Singapore ed in Corea. Nel 2011 l’unico successo fu firmato dallo spagnolo a Silverstone, prima di lasciare spazio al dominio dei team di Milton Keynes e Woking.

I pessimi sviluppi costarono a Nando la vittoria del mondiale nel 2012, considerando l’andamento di quel campionato. Il nativo di Oviedo si impose in Malesia, a Valencia ed Hockenheim, portando il suo vantaggio sugli inseguitori a ben 40 punti prima della pausa estiva.

Da quel momento in poi, la Red Bull e Sebastian Vettel fecero la differenza grazie a continui upgrade sul fronte aerodinamico, che portarono il tedesco a ribaltare la situazione grazie a quattro successi consecutivi ottenuti tra Singapore ed India. Nel 2013 vennero firmate due vittorie da Alonso in Cina ed in Spagna, ma dalla sesta gara in poi furono solo delusioni.

Il 2014 ed il 2016 hanno visto la Ferrari chiudere senza alcuna vittoria, mentre nel 2015 e nel 2017 fu ottenuto un solo successo dalla pausa estiva in poi, a Singapore prima ed in Brasile due anni dopo, entrambi con Vettel. Anche nel 2018 gli sviluppi furono determinanti in negativo, visto che Seb, anche a causa di suoi errori, perse il confronto con Lewis Hamilton grazie ad una Mercedes scatenata sul fronte degli upgrade.

Il 2019 fa il paio con il 2010 grazie alle tre vittorie arrivate in Belgio, in Italia ed a Singapore con Charles Leclerc e Vettel, ma la situazione di classifica era già troppo compromessa per pensare di poter riaprire i conti. L’ultimo biennio ha visto il Cavallino arrancare nelle retrovie, senza portare a casa neanche una vittoria.

Come detto in precedenza, Binotto aveva assicurato, in sede di presentazione della nuova vettura, che gli sviluppi non sarebbero stati un problema nel 2022, niente di più falso. La Rossa ha vinto con Leclerc due delle prime tre gare in Bahrain ed in Australia, per poi ripetersi in Austria con il monegasco ed a Silverstone grazie a Carlos Sainz.

Dal 24 luglio in avanti, la Red Bull con Max Verstappen e Sergio Perez ha ottenuto la bellezza di nove vittorie consecutive, chiudendo i conti iridati con due mesi di anticipo. La maledizione della seconda metà di stagione continua a condizionare i sogni mondiali, come avviene da ormai 13 anni a questa parte.

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