La Red Bull non ha imbrogliato: arriva un difensore a sorpresa

I team principal della F1 accusano la Red Bull di aver imbrogliato nel 2021, ma qualcuno, a sorpresa, non è d’accordo con loro.

In occasione del GP del Messico è stata, forse, messa la parola fine alla querelle relativa al tetto di spesa del 2021. Quello fissato dalla FIA a 145 milioni di dollari, e infranto dalla Red Bull per 2,2 milioni della stessa valuta. Dopo diverse settimane di discussioni, quindi, all’Hermanos Rodriguez l’ente governativo ha deciso che la punizione per questa violazione doveva essere una multa da 7 milioni di dollari, con riduzione del 10% del tempo da trascorrere in galleria del vento.

Max Verstappen, Red Bull (Ansa Foto)
Max Verstappen, Red Bull (Ansa Foto)

Un provvedimento che il boss degli energetici Christian Horner ha definito draconiano, mentre il resto del gruppo lo ha bollato come una presa in giro. La pena pecuniaria, a loro avviso, sarebbe irrisoria. E ancora di più lo sarebbe il taglio alle ore da dedicare all’aerodinamica. Per tutti il vantaggio ottenuto lo scorso anno, e di rimando in quello in corso sarebbe molto più ampio e avrebbe meritato ben altro intervento. La squalifica, ad esempio, a beneficio dei big che avrebbero fatto un passo avanti in classifica.

A più riprese, al grido di “imbroglioni”, Mercedes, Ferrari e McLaren, aiutate poi da Haas e Alfa Romeo, avevano domandato pene severe, non venendo alla fine ascoltate da chi di dovere.

Caso Red Bull: c’è chi la difende

Ma davvero quanto fatto dagli austriaci nella stagione del primo sigillo a firma Verstappen, è da considerare un’azione fraudolenta? Per Jacques Villeneuve la risposta è negativa. Utilizzare una manciata di risorse in più rispetto alla concorrenza, sarebbe ben lontano da una truffa, così come da un danno morale per lo sport.

Non c’erano state problematiche di quel tipo neppure nel 2007 quando a Woking ricevettero una mega sanzione da 100 milioni“, ha argomentato al sito  Formule1.nl. “A mio avviso la penalità che è stata inflitta non chiarisce cosa è permesso o cosa no, come neppure quali siano le conseguenze”.

Secondo il canadese l’inflazione ha fatto aumentare la cifra sotto esame, motivo per cui, ad oggi, non è possibile definire se la penalizzazione sia stata giusta o eccessivamente blanda. Dal punto di vista tecnico, invece, il figlio del grande Gilles non ha dubbi.

Mentire sul controllo di trazione è ingannare. Non questo. Personalmente dubito che tale somma abbia alterato più di tanto l’esito del campionato. La macchina era molto forte e avrebbe vinto in ogni caso“, ha proseguito la riflessione.

Per finire, il campione del mondo 1997 con la Williams, ha mostrato un certo disappunto sul destino dei milioni che dovranno salutare le casse della scuderia con base a Milton Keynes.  “Quello che mi dà fastidio è che quel denaro finirà in mano alla Federazione Internazionale. Ciò significa che non avrà alcun effetto sulla squadra, e neppure ci guadagnerà qualcosa la concorrenza“, ha evidenziato una sorta di contraddizione di principio.

Poter sfruttare di meno la wind-tunnel si farà sentire, e li renderà più lenti. Ma non aiuterà i rivali a rendere il proprio mezzo più performante. Forse avrebbero dovuto spartire il quantitativo della sanzione pecuniaria tra tutti i partecipanti al Mondiale“, la sua lettura conclusiva della vicenda.