Wolff non vuole finire davanti alla Ferrari: svelato il motivo

Stupendo tutti il team principal della Mercedes Wolff detta gli obiettivi del team e tra questi c’è quello di finire alle spalle della Rossa.

La Stella non è abituata a perdere e questo è assodato. Ma forse, ancora di più, non è suo costume non vincere. Basti pensare che l’ultimo campionato di F1 in cui non è riuscita a lasciare nemmeno un segno è stato quello del 2011. Una vita fa. Quando i motori erano ancora i V8 termici e facevano rumore. Non stupisce dunque che il garage Mercedes sia in ansia.

Toto Wolff (Ansa Foto)
Toto Wolff (Ansa Foto)

Passare dall’essere sul tetto del mondo tra i costruttori, a non portarsi a casa neppure una corsa suona come una batosta troppo dura da sopportare. Ecco perché il responsabile del muretto Toto Wolff ha ammesso di essere ben disposto a lasciare alla Ferrari la seconda piazza della generale, in cambio di un primo posto o in Brasile, o ad Abu Dhabi.

Ottenere una vittoria sarebbe la prova che la nostra vettura è tornata. Al contrario un miglior piazzamento in classifica potrebbe essere figlio di errori altrui“, ha spiegato la situazione.

Wolff rivela i suoi desideri per la volata finale

Secondo il manager viennese mettere dietro il Cavallino sarebbe una sorta di premio di consolazione e nulla più. “Non è la nostra priorità. Ciò che desideriamo è capire la macchina ed essere veloci“, ha dettato il target per le prossime settimane.

A dare speranza al 50enne, il passo tenuto al COTA e all’Hermanos Rodriguez. In entrambi i casi la scuderia poteva fare il botto, ma alcuni errori strategici fino a pochi mesi fa impensabili da parte loro, hanno impedito ai due piloti di fare la differenza.

La competizione fa parte del nostro modo di essere. Ciò significa che non appena intravediamo una possibilità vogliamo provarci. Ed ecco perché c’è un senso di frustrazione quando il target non viene raggiunto”, ha analizzato l’austriaco, consapevole che dai test invernali del Bahrain la W13 è cresciuta molto. “Abbiamo fatto tanta strada e ora siamo in corsa per ottenere almeno un successo“.

Alla luce di questa considerazione di motivi per sorridere ce ne sarebbero alcuni, anche in vista del campionato venturo. Eppure il dirigente ha preferito non sbilanciarsi, ricordando come ciò che racconta una stagione, non è scontato che lo ripeta la successiva.

Non sono mai fiducioso“, ha asserito. “Cerco di adottare sempre un approccio di cautela. Quindi non mi sento di affermare che potremo senz’altro fare bene nel 2023“, ha argomentato se non scettico, almeno attento a non illudersi troppo.

Abbiamo appena assistito a nove centri di fila della Red Bull. Per cui non c’è motivo di farsi prendere dall’euforia per un secondo e un quarto posto. Ci resta ancora molta strada da fare per recuperare“, ha poi avvisato i suoi, preannunciando un periodo di full immersion nel dietro alle quinte per tentare la rimonta. “Credo comunque che si stia facendo un buon lavoro per quanto concerne lo sviluppo del nuovo veicolo. Alcune delle cose che abbiamo scoperto potrebbero darci una grossa mano, assieme all’aggiunta di un po’ più di downforce“, ha terminato la sua riflessione su ciò che sarà.