Schumacher, l’ammissione su papà Michael: doveva accadere per forza

In occasione del GP del Messico è stato infranto un importante record su cui si è espresso anche il pilota della Haas Schumacher.

Nell’epoca d’oro della Ferrari Michael Schumacher ammazzava i campionati a suon di vittorie. Successi su successi, mietuti a danni della concorrenza. Con coppe conquistate addirittura a luglio e un primato degno di nota, targato 2004, caratterizzato da 13 primi posti in 18 GP disputati, anche grazie all’aiuto di un missile chiamato F2004.

Mick e Michael Schumacher (ANSA)
Mick e Michael Schumacher (ANSA)

Il tedesco ancora non lo sapeva, ma quello sarebbe stato il suo ultimo sigillo iridato nel  periodo di permanenza a Maranello, nonché in carriera.

Da allora soltanto Sebastian Vettel avrebbe fatto altrettanto al volante della Red Bull nel 2013. Manco farlo apposta nell’anno del suo ultimo Mondiale.

Ora però, qualcuno è stato capace di andare oltre. In Messico, domenica scorsa, Max Verstappen ha fatto la storia. Mettendo la sua firma in un quattordicesimo appuntamento. Un bottino che potrebbe ancora crescere, considerato che mancano ancora due round al termine dell’annata.

Se nel 2021 Lewis Hamilton non era  riuscito a scavalcare il Kaiser di Kerpen e assicurarsi l’ottavo titolo mai raggiunto da nessuno nella storia della F1, il driver di Hasselt è stato invece in grado di superare il tedesco in fatto di numero di centri di tappa.

Certo, alla luce di un calendario tanto pieno, oggi è più facile. Ma si tratta comunque di un target notevole.

Schumacher Jr. non è dispiaciuto

Chiamato ad esprimersi proprio su questo record detenuto dal padre e ora andato in briciole Mick ha minimizzato, sposando al 100% le parole tanto care al campionissimo. Ovvero che certi risultati sono fatti per essere infranti e oltrepassati. D’altronde questo, era anche il motto di Ayrton Senna, convinto che l’uomo, l’atleta, possa sempre spingere un po’ più in su l’asticella. Al momento anche grazie alla tecnologia più fine che permette al mezzo meccanico di non rompersi. Limitando il più possibile i ritiri.

Compariamo stagioni da 22 gare con altre con molte meno manche. Era dunque ovvio che il primato potesse essere superato“, ha affermato il tedeschino della Haas, reduce da un 16esimo posto all’Hermanos Rodriguez.

Con il continuo incremento dei gran premi è scontato. Nel 2023 toccheremo quota 24 e le cose potrebbero cambiare rapidamente“, ha proseguito nella sua riflessione, evidentemente disinteressato al tema e forse consapevole che Mad Max difficilmente otterrà il riconoscimento a tutto tondo del papà.

Passando invece alla sua performance a Città del Messico, il #47, ormai sempre più con un piede fuori dal Circus, ha ammesso di aver incontrato delle criticità. A suo avviso per colpa della bassa temperatura.

Ho faticato molto. Non so se per via del clima. Tuttavia certamente la mia prestazione è variata in maniera rilevante dalle libere 3 alle qualifiche. E c’erano almeno 10 °C in più“, ha analizzato. “Una volta che la pista si è raffreddata ho perso competitività. E’ stato un colpo di sfortuna“, ha cercato di giustificare l’ennesima prova incolore.

Per darsi un tono il 23enne ha poi cercato di guardare al bicchiere mezzo pieno. “Sul giro secco abbiamo dimostrato di avere un ottimo passo. Quindi c’è anche del positivo. Speriamo possa servire per Brasile e Abu Dhabi“, l’auspicio, ben consapevole di essere a forte rischio.

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