Quartararo-Bagnaia, non è finita: i precedenti e cosa può fare la differenza

Il Mondiale 2022 si deciderà nell’ultimo GP dell’anno. Quartararo e Bagnaia si giocheranno tutto e a decidere chi sarà campione sarà un solo aspetto.

Sette vittorie a tre, ma ancora 23 di distanza. E’ vero, manca poco a Pecco Bagnaia per avere la meglio di Fabio Quartararo, ma nonostante molti media italiani diano ormai per fatta la conquista del Mondiale per l’italiano dopo l’esito del GP della Malesia, tutto è ancora maledettamente in discussione. Nonostante una superiorità della Ducati evidente da metà campionato in poi. Bravo il francese ad andare sopra i problemi di una Yamaha M1 in evidente difficoltà oggi e a togliere la matematica certezza del titolo al rivale, che ora dovrà aspettare Valencia per mettere il sigillo su una stagione comunque importante per lui ma che può diventare storica per il motociclismo italiano.

Fabio Quartararo e Pecco Bagnaia (ANSA)
Fabio Quartararo e Pecco Bagnaia (ANSA)

In caso di vittoria, Bagnaia sarebbe ufficialmente il successore del suo mentore, Valentino Rossi, nell’albo dei piloti italiani a vincere nella classe regina del Motomondiale, ma sarebbe poi anche il primo pilota italiano su moto italiana a vincere dai tempi di Giacomo Agostini. Tutto il Paese ci crede insieme a Pecco, ma c’è ancora un altro GP per chiudere la questione, in un senso o nell’altro. E lo sa bene Bagnaia così come Quartararo. Tutto è ancora aperto.

Bagnaia e Quartararo, l’elemento che può essere decisivo

La storia dice che Valencia non ha mai sorriso troppo a Quartararo, che ha conquistato un secondo posto solo nel 2019, quando era al debutto in MotoGP. Bagnaia ha rotto il ghiaccio solo lo scorso anno con una vittoria, ma anche per lui il tracciato spagnolo non ha mai regalato grandi soddisfazioni. E con Ducati e Yamaha che qui hanno sempre avuto alti e bassi, la situazione sembra di nuovo in parità.

Ad oggi Pecco è stato superiore perché per le mani ha la moto migliore del lotto. Lo dicono i numeri stagionali, questa GP22 è semplicemente la moto da battere e solo degli errori iniziali non le hanno permesso di dominare fin da subito il campionato. Ma Bagnaia ha anche il vantaggio di avere intorno a sè un gruppo che ha saputo fare quadrato nel momento di difficoltà e di creare un ambiente ideale per tornare non solo ad essere competitivi per la vittoria ma anche per un Mondiale.

Quello che sembrava un punto debole, il pilota Ducati è riuscito a farlo diventare fondamentale, ed è la mancanza di concentrazione e fiducia per tutto il weekend e la gara. E lo ha fatto non solo grazie al suo team ma anche con l’appoggio di personaggi come Valentino Rossi e Casey Stoner che con la loro esperienza hanno saputo guidare verso certe convinzioni.

Dall’altra Quartararo ha confermato di essere un pilota veloce, capace di andare oltre i problemi della sua moto e di fare molto di più di quello possibile. Non è stato supportato al 100% da Yamaha e ora ne sta pagando le conseguenze. Ma c’è anche un altro particolare che nelle ultime uscite ha fatto discutere, e che sarà il vero arbitro di questo Mondiale, soprattutto nell’ultimo appuntamento di Valencia: la freddezza.

Già, quella freddezza che abbiamo visto venire meno al campione del mondo in carica dopo Assen ma soprattutto dopo Thailandia e Australia, cosa che non ci si aspettava dopo un titolo vinto lo scorso anno e una convinzione nei propri mezzi che è parsa sempre superiore rispetto agli altri. Ma anche Bagnaia in qualche circostanza ha peccato, lasciandosi andare a una foga che mostra come debba crescere sotto questo aspetto.

Il weekend malese ci ha regalato un assaggio di quello che può succedere a Valencia, ma ora serviranno conferme e anche smentite. Sì, perché da un lato Quartararo, libero dal ruolo di leader, sembra aver riconquistato di colpo quella forza che sembrava aver perduto. Sarà stata la forza delle disperazione? Chissà, ma a Valencia deve proprio rimetterla in campo, altrimenti tutto sarà inesorabilmente perduto. Dall’altra Bagnaia è stato lucido nell’analizzare l’ultima corsa e nel fare il suo dovere senza rischiare più del dovuto, ma la tensione palpabile mostrata davanti alle telecamere a fine gara è il sintomo che sta vivendo con grande emozione questo finale e dovrà essere bravo, ancora una volta, a gestirlo. A Valencia sarà tutto più complicato, per entrambi. Ma è qui che si vedrà chi ha meritato veramente di essere campione.