MotoGP, Marquez bastonato dalla Ducati: arriva la risposta piccata

L’otto volte campione del mondo, Marc Marquez, ha chiuso con il terzo tempo le qualifiche del Gran Premio della Malesia. Non sono mancate le polemiche.

Qualifiche che si sono animate subito con la sfida tra le Honda e le Ducati in Q1. La caduta di Bagnaia nelle FP3 e le difficili condizioni riscontrate nelle seconde libere di ieri, hanno spinto all’inferno il leader della classifica e l’otto volte campione del mondo della casa di Tokyo. Nel finale di Q1 con Bagnaia e Miller in azione per qualificarsi in Q2, la casa di Borgo Panigale ha rischiato moltissimo con entrambi i piloti, ma alla fine Pecco è riuscito ad entrare in Q2, grazie ad un tempo finale da urlo. Il Cabroncito è riuscito a scavalcare nel finale Brad Binder e Jack Miller. Quest’ultimo si è steso in un cambio di traiettoria, disarcionato dalla Desmosedici.

Marc Marquez (Ansa Foto)
Marc Marquez (Ansa Foto)

A quel punto la lotta, per gli unici 2 posti che consentono di accedere al Q2, si è accesa tra il sudafricano della KTM, lo spagnolo della Honda e il centauro della Ducati. Pecco, alla fine, l’ha spuntata con due decimi di vantaggio sul catalano. L’altra Honda di Pol Espargaró, invece, non si è qualificata alla fase finale delle qualifiche. Il Q2 è stato appassionante con tante Ducati all’inseguimento del centauro spagnolo del team Pramac, Jorge Martin. L’obiettivo per il Cabroncito era centrare la prima fila e non sono mancate le polemiche. Ecco gli orari della gara. 

Marc Marquez è tornato in pista, dopo l’ennesima operazione chirurgica alla spalla, dimostrando di essere già in una forma sorprendente. A Philip Island ha colto il suo primo podio stagionale, lottando con il coltello tra i denti con Rins e Bagnaia per la vittoria. Il #93 avrebbe anche potuto vincere, ma si è accontentato di salire sul podio. Il feeling con la sua Honda non è ancora al top, tuttavia rispetto agli anni scorsi vi è la sensazione concreta che la posizione sulla moto sia corretta e questo fa la differenza in termini di progressi. Qualora il campione dovesse ritornare anche all’80% della forma di un tempo non ci sarebbe storia. Il livello attuale dei rivali è, assolutamente, alla portata di un campione che ha battuto assi come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Daniel Pedrosa.

MotoGP, frecciata a Marc Marquez

Nelle ultime battute delle qualifiche Pecco Bagnaia si è steso, mentre Marc Marquez ha tentato un time attack di grande profilo, riuscendo a trovare il terzo miglior tempo alle spalle di un Jorge Martin spaventoso e un ottimo Enea Bastianini. Il pilota del team Ducati Pramac ha fatto un giro clamoroso, riuscendo a distruggere il precedente record della pista. La velocità che ha dimostrato lo spagnolo è stata, comunque, una ulteriore certezza della sua crescita. Il campione catalano ha subito anche delle critiche per esserci attaccato al “treno Bagnaia”. Marquez ha aspettato Bagnaia per seguirlo nel giro lanciato, mettendogli il mirino addosso e il manager Tardozzi della Ducati non le ha mandate a dire. Un comportamento che il fenomeno di Cervera ha già fatto numerose volte in carriera, ma è tutto lecito e per questo Marc ha risposto in modo deciso alla bordata.

L’otto volte campione del mondo, ai microfoni di Sky, ha dichiarato: “Non so come ho fatto il giro. Tutte le Honda hanno cercato la scia perché perdiamo decimi. Ho fatto il giro da solo, alla fine, e non so come ho fatto questo tempo. Onestamente ho aspettato Bagnaia perché ha un motore pazzesco. Se avessi io quel motore lì, andrei da solo. Adesso devo cercare il massimo, sempre dentro al regolamento, ma al limite. Io non mi sono messo davanti come Morbidelli. Mettersi dietro non è disturbare, alla giusta distanza come ho fatto io, così anche in caso di errore non lo avrei preso. Posso capire loro, ma a me lo hanno fatto in tutta la mia carriera, nel 2014, nel 2015, nel 2016. Nella competizione devi dare tutto con quello che hai”.

La gara sarà difficile, lunga. Siamo messi non male, ma tra l’ottava e la decima posizione. Vedremo in FP4, ma stiamo lavorando in un modo speciale, ma il passo di gara è complicato perché non posso guidare come un giro secco. Devo lottare con la moto. Non sento che potrò avere un passo gara come in Australia. A Philip Island ho preso io la decisione di montare la soft. E’ stata una mia scelta”, ha concluso a Sky Sport. Ai media internazionali MM93 ha aggiunto: “Mi sono preso molti rischi, e la più grande sorpresa per me è che in Q1 e Q2 ho fatto quasi tutto da solo la maggior parte del giro, cosa che di solito mi viene difficile soprattutto qui, dove sui rettilinei perdiamo almeno 3 decimi. Tutte le Honda si sono prese tutte dei rischi per provare a recuperare questi decimi, anche se poi andiamo a perderli in rettilineo. Non so come ho fatto ad arrivare 3°. Siamo partiti indietro, ho sofferto molto nelle PL4, ma nelle Q1 e Q2 abbiamo avuto la velocità giusta”.