Ferrari, il 2023 è già arrivato: ecco come si punta al riscatto

La Ferrari ha abbandonato il progetto attuale ed è totalmente concentrata sul suo futuro. Ecco come si lavora per tornare davanti.

La stagione 2022 non ha più nulla da dire, con la Ferrari che è stata sconfitta dalla Red Bull e da Max Verstappen, campioni del mondo con diverse gare di anticipo rispetto alla fine delle ostilità. Charles Leclerc ha regalato un sogno ai tifosi con le due vittorie ottenute in Bahrain ed in Australia, ma già da Imola si era capito che l’illusione avrebbe avuto vita breve.

Ferrari F1-75 (LaPresse)
Ferrari F1-75 (LaPresse)

Contro un’avversaria così forte, occorreva essere perfetti, e ciò non è avvenuto in nessun aspetto. Tanto per cominciare, i piloti hanno commesso diversi errori, con Charles che è andato a muro in solitudine sia ad Imola che al Paul Ricard, con Carlos Sainz che ha fatto altrettanto in Australia, nelle qualifiche della tappa romagnola ed anche in Giappone, ma entrambi, in generale, hanno dimostrato di essere ancora acerbi per puntare al titolo.

Sul fronte della Ferrari intesa come vetture e squadra, c’è ancora tanto da lavorare. In Spagna ed in Azerbaijan, Leclerc ha perso due vittorie praticamente certe per via della rottura della power unit, cosa che è costata a Sainz il secondo posto in Austria ed una doppietta alla Scuderia modenese che era ormai alla portata.

Le strategie sono state un altro grande problema, come hanno confermato le tappe di Monte-Carlo, Silverstone e Budapest su tutte. Tante, troppe le vittorie ed i risultati importanti gettati al vento per degli errori banali, e che non possono più essere giustificati dalla scusa della squadra giovane.

Questo gruppo di lavoro, comandato da Mattia Binotto, lavora assieme da inizio 2019, ed Inaki Rueda, responsabile delle strategie, ricopre quel ruolo dal 2015. Tralasciando tutti questi aspetti, per pensare di vincere il titolo c’è bisogno di una vettura che riesca ad essere competitiva sino a fine stagione, cosa che al Cavallino non capita dal 2008.

Gli sviluppi hanno funzionato sino ad estate inoltrata, ma già dall’Ungheria si era registrato un degrado anomalo sulle gomme più soffici. Il crollo totale è avvenuto da Spa-Francorchamps in poi, e sull’aspetto della gestione delle mescole si è creato un gap enorme a favore della Red Bull, con la Mercedes che su piste come Belgio ed Olanda è stata più competitiva rispetto alle vetture italiane.

Sul fronte della qualifica, la Rossa è al top e non ha davvero nulla su cui migliorare, considerando che Leclerc era riuscito ad ottenere la pole position anche sulla pista Red Bull per eccellenza, vale a dire Monza. La squadra è ormai al lavoro sul progetto 2023, l’ultima spiaggia per cercare di tornare in alto.

Ferrari, il 2023 è già iniziato per il Cavallino

Gli sviluppi sulla Ferrari targata 2022 sono terminati con il nuovo fondo portato in Giappone, ed ora tutto il comparto tecnico è ormai concentrato sulla vettura del prossimo anno. Anche ad Austin si lavora in chiave 2023, e sull’auto di Charles Leclerc si sta ancora decidendo se cambiare solo il motore termico o l’intera power unit.

Stando a quanto si è appreso, pare che sull’ICE arriveranno aggiornamenti proprio legati all’unità propulsiva che vedremo in azione tra pochi mesi, e sulla quale ci sono due obiettivi fondamentali: tirare fuori qualche cavallo extra (anche se con il congelamento questo è uno scenario davvero complesso) e soprattutto migliorare l’affidabilità.

Le rotture hanno portato la Ferrari ad utilizzare mappature meno spinte nella seconda parte di stagione, cosa che può aver influenzato anche gli assetti per cercare di non perdere troppo in velocità di punta, ma andando ad inficiare la tenuta delle gomme. Nel 2023 terrà banco anche un altro dettaglio, ovvero la rialzata delle monoposto di circa 15 mm, ben più rispetto a quanto avvenuto a seguito della TD39.

Quello della Rossa è un concetto di vettura che funzionava alla perfezione con altezze da terra molto ridotte, e la direttiva tecnica ha sicuramente influito sulle performance della vettura, anche se non giustifica del tutto il tracollo sul passo gara. La Red Bull resterà sicuramente la favorita, e secondo le indiscrezioni anche la Mercedes prenderà spunto dal progetto di Adrian Newey, mentre la Rossa dovrebbe proseguire sulla sua strada.

Il 2023 sarà un anno importante su vari fronti, nella consapevolezza che il digiuno dal mondiale sta diventando davvero troppo duraturo. Proprio in queste ore si celebrano i 15 anni trascorsi dall’ultimo titolo piloti conquistato da Kimi Raikkonen nel 2007, ed anche questa stagione si è rivelata una grande illusione. Il gruppo di lavoro attuale si giocherà davvero tutto, dal momento che una buona parte di competitività è stata recuperata in questo ultimo anno, ma ora occorre fare l’ultimo passo verso la gloria.

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