F1, Horner ammette l’errore: in FIA non avrebbero dovuto

Nella confusione generale al termine del GP del Giappone Verstappen è stato eletto campione del mondo. Ma anche Horner storce il naso.

Ancora una volta a Max Verstappen è stata rovinata la festa. Considerata la stagione da lui fatta, con vittorie a ripetizione, pole position e prestazioni davvero degne di note, avrebbe meritato di festeggiare il risultato in maniera più pulita. Ed invece, la Federazione Internazionale, nuovamente ci ha messo del suo per creare un caso. Del malumore.

Christian Horner (LaPresse Foto)
Christian Horner (LaPresse Foto)

Chi ha avuto l’opportunità di seguire la corsa in quel di Suzuka, saprà che alla bandiera a scacchi, i commissari hanno deciso di interpretare la regola a modo loro. E nonostante, causa maltempo, fosse stata completata circa metà della distanza prevista, assegnare il punteggio pieno, agevolando altresì il successo iridato dell’olandese con una penalità di 5″ inflitta nell’immediato a Charles Leclerc per un taglio di chicane.

Sebbene a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca, tale situazione ha perlomeno destato dei dubbi. La sensazione è che per fare un piacere ad Honda, tornata per l’occasione a sfoggiare il suo nome sulle fiancate della R18, i piani alti dello sport abbiano fatto di tutto per consentire al figlio d’arte di chiudere i giochi a Suzuka.

Ma tanto quanto Abu Dhabi 2021, pure in questo frangente, la furbata è stata fatta in maniera plateale, oltre che malamente. Tanto da lasciare perplessa la stessa Red Bull. 

Horner svela lo sbaglio, clamoroso, della FIA

Ricordando la nuova norma introdotta dopo il pasticcio del Belgio dello scorso anno, quando venne decretato compiuto, con conseguente assegnazione dei punti, un gran premio durato 2 tornate sotto Safety Car, il team principal degli energetici Christian Horner ha subito parlato di errore.

Sulla carta avrebbe dovuto mancarci una lunghezza“, ha dichiarato. “Ma alla fine anche la manovra di Perez sulla Rossa ci ha aiutato. E’ stata una magnifica sorpresa“.

Non trattandosi di un evento sospeso, ma solo accorciato dai limiti di tempo imposti, il collegio federale ha in pratica ritenuto opportuno non applicare la normativa del 75%. Scatenando il caos nel paddock.

Forse , diciamo noi, sarebbe bastato avvisare prima del GP. Nelle due ore di attesa prima del via, che, in ogni caso, sarebbe stata definita gara completa. Ed invece, così, è sembrata quasi una combine.

Sarà perché consapevole che se non fosse arrivato nel Paese del Sol Levante, sarebbe successo in Texas, il capo del Cavallino Mattia Binotto ha dapprima protestato. In seguito ha accettato la spiegazione definendola “sufficientemente chiara”.

Meno convinto si è invece mostrato il responsabile McLaren Andreas Seidl, secondo cui non c’erano i termini per l’assegnazione dei 25 punti al prima al traguardo. “Ci è scappata di vista questa zona grigia. E ne siamo tutti responsabili. La prossima volta dovremo fare un lavoro migliore“, ha asserito a proposito della falla regolamentare che ha dato una mano agli energetici.

Nella testa di tutti, sembra comunque esserci dello sgomento. Probabilmente ciò che è stato scritto sul codice, non è ciò che le scuderie avevano definito assieme. Nessuno sembra essere interessato a fare appello, dato che la coppa Mad Max se l’è ampiamente meritata. Ma vi è una ampia possibilità che a seguito di discussioni, la norma verrà ritoccata.

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