Miller si paragona ai big della MotoGP: l’ammissione è incredibile

Ormai vicino all’addio con Ducati, Miller ripercorre gli ultimi anni e rivela com’è andata davvero la trattativa con KTM per il prossimo anno.

A Buriram domenica scorsa Jack Miller ha conquistato il suo settimo podio stagionale. Un andamento che lo sta collocando al quinto posto tra i piloti, mentre il suo compagno di squadra Pecco Bagnaia è secondo ormai a soli due punti da Fabio Quartararo, a cui potrebbe soffiare il titolo.

Con un piede e mezzo fuori dalla Ducati avendo già firmato per KTM l’australiano intervista da Motorsport.com ha mostrato di essere già in clima di bilanci.

Jack Miller, Ducati (Ansa Foto)
Jack Miller, Ducati (Ansa Foto)

Per prima cosa ha voluto tornare a Motegi, sua prima vittoria stagionale con la Rossa di Borgo Panigale.  “E’ stata una gara straordinaria, ma molto stressante, specialmente dal punto di vista mentale“, ha confessato, ben contento però di aver letteralmente stracciato la concorrenza in quell’occasione.

Ho sempre guardato ai successi di Stoner, Lorenzo, o Valentino“, ha spiegato la sua ispirazione e perché il primo posto del Giappone lo ha gasato tanto. “Loro erano in grado di dominare da inizio a fine corsa. Qualcosa che sognavo di replicare. E’ vero che mi è capitato a Jerez nel 2021, ma quel giorno Quartararo aveva avuto problemi al braccio. Senza quell’intoppo sarebbe stato il più veloce“, ha proseguito con onestà.

Dal suo debutto nella top class avvenuto nel 2015, il 27enne ha calcato il gradino più alto in quattro occasioni. Un traguardo, a suo avviso notevole. “Non si arriva a certi risultati per caso. Forse nei precedenti gran premio ho anche avuto fortuna, ma non in quello giapponese“, ha considerato attribuendosi i pieni meriti.

Miller è un uomo nuovo, svelato il perché

Al di là delle buone prestazioni in pista, il rider di Townsville sta un momento positivo anche fuori. Prossimo al matrimonio, ha acquisito una stabilità che lo sta aiutando molto.

Avere una vita tranquilla e non essere sempre soli rende le cose più facili. Le giornate storte sono meno brutte con qualcuno al proprio fianco“, ha filosofeggiato.

Soddisfatto del proprio percorso sia come persona, sia come corridore, ha dichiarato di essere oggi, il mix di errori e trionfi del passato.

Alla domanda su cosa gli mancherà dell’equipe italiana, il #43 ha dapprima bocciato il quantitativo di eventi di contorno a cui deve partecipare, quindi facendosi più serio ha detto: “Senz’altro i tecnici, i ragazzi, il gruppo di Gigi Dall’Igna, la professionalità ed il talento del gruppo“.

Interessante anche la sua lettura suoi costruttori italiani, spesso nel radar dei detrattori. “In F1 la Ferrari viene presa di mira sempre e comunque. In MotoGP succede a Ducati. La maggiore visibilità li espone più di altri alle critiche“, ha analizzato.

Facendo un salto al futuro, a cosa accadrà nel suo 2023, Jack ha rivelato di aver lui stesso invitato il manager Aki Ajo ad agganciare il marchio austriaco. “E loro ne sono stati subito entusiasti“, ha rivelato orgoglioso. “Tra l’altro tutto è coinciso con l’annuncio del ritiro di Suzuki, che ha messo sul mercato un campione del mondo come Joan Mir ed un Alex Rins, autore di alcune prime posizioni. Ricordo quando lasciai il team nel 2014, dissi loro che sarei tornato. Mi hanno sempre dimostrato molto rispetto, anche quando nel 2020 il brand emiliano valutò la possibilità di riprendere Lorenzo. Avrei potuto benissimo rientrare, ma dentro sentivo che il mio lavoro in Italia non era finito. Dovevo diventare ufficiale“, ha raccontato con un tono da storia d’amore mai esaurita.