Budget cap, una dichiarazione condanna la Red Bull: ammissione assurda

La Red Bull Racing è sempre nell’occhio del ciclone, in attesa dei chiarimenti della FIA. Una frase pronunciata da Christian Horner a Monaco potrebbe avere un peso decisivo sull’intera questione.

La Formula 1 sta affrontando l’annoso problema del rispetto delle regole in merito al Budget Cap. La situazione è molto intricata e dopo le prime indiscrezioni emerse sul magazine tedesco AMuS, in merito allo sforamento del budget cap, i top team sono andati all’attacco. La Red Bull, alla vigilia del Gran Premio di Singapore, quando sono rimbalzati i primi rumor e, conseguentemente, gli attacchi di Wolff e Mekies si è messa sulla difensiva. I principali membri della squadra austriaca hanno dichiarato: “siamo un bersaglio facile”, “abbiamo inserito spese che magari si potevano tenere fuori” e “i regolamenti sono nuovi e complicati”.

Christian Horner Red Bull (LaPresse)
Christian Horner Red Bull (LaPresse)

Il problema vero è che non sono state inserite a monte le penalità per eventuali violazioni. Di conseguenza i team che hanno sforato o rischiano di farlo non sanno, esattamente, a cosa andranno incontro. L’aspetto surreale della vicenda è che fu lo stesso Horner a lamentarsi, durante il weekend di Monaco, del problema. “Sono convinto che tutte le squadre principali andranno oltre la soglia dei 140 milioni di budget cap – annunciò il TP della RB a Sky Sports – Qual è la sanzione per una violazione lieve di questo tetto salariale? Perché un aggiornamento, che può anche costare sui 4,5 milioni può fare la differenza nella corsa al mondiale, perciò c’è bisogno di chiarezza e trasparenza nel più breve tempo possibile”.

Christian Horner, sostanzialmente, dichiarò che uno sforamento di 4,5 milioni avrebbe potuto fare una enorme differenza tra vincere o perdere. Nella rincorsa al titolo il doppio dei soldi potrebbe aver creato il gap attuale tra RB e Ferrari. “Non è corretto essere tenuti in ostaggio da un paio di squadre che non vogliono o non possono andare oltre il limite, perché il budget cap c’è per limitare le grandi squadre nello spendere di più. Il tetto è stato diminuito di 30 milioni durante la pandemia, e quando ci siamo seduti per concordare quelle cifre, nessuno avrebbe potuto contemplare gli eventi mondiali che stanno guidando l’inflazione. Non sappiamo cosa accadrà nella seconda metà dell’anno: il costo della vita aumenta, le bollette sono alle stelle, dove si andrà a finire nei prossimi mesi?”, analizzò Horner.

Red Bull, autogol clamoroso

Horner si è letteralmente buttato la zappa suoi piedi. Ora la Red Bull Racing deve solo augurarsi di rientrare nel Budget Cap, altrimenti le vittorie dello scorso anno e di questa stagione saranno sempre macchiate dal doping finanziario. A Monaco, il team principal proseguì: “La FIA deve prendere una posizione tempestiva in merito, perché stiamo arrivando alla fase cruciale dell’anno. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti: ci riorganizziamo, abbiamo dovuto salutare molte persone che lavoravano con noi da anni per rimanere nel limite del budget cap, ma tutto ciò prima che arrivasse l’inflazione, e non credo sia giusto fare pressione sui licenziamenti di massa nel mondo dello sport. Spero che prevarrà il buon senso: è una situazione che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere, e dobbiamo arrivare a una soluzione nel più breve tempo possibile”.

La soluzione, in sostanza, non è arrivata. Il sistema ha iniziato a fare acqua nel momento in cui, durante la stagione, la Red Bull Racing ha annunciato che sarebbero stati in molti a superare il budget cap. Un tentativo di mettere le mani avanti, sapendo di poter andare incontro a dei problemi seri. La questione ruoterebbe intorno a 10 milioni sforati, tuttavia la FIA ha voluto chiarire subito la situazione. Non solo la RB sarebbe colpevole, ma in forma minore anche il team Aston Martin avrebbe superato i limiti di spesa. Tra l’altro la squadra inglese, controllata dal boss Lawrence Stroll, è scivolata in fondo alla classifica costruttori. Milioni spesi male, ma a cosa andrebbe incontro ora la Red Bull Racing? Dalle primissime indiscrezioni rilasciate dall’emittente televisivo olandese Ziggo Sport, si tratterebbe di una punizione molto leggera. Cliccate qui per approfondire la questione.

Una piccola sanzione può scatenare un effetto a catena devastante. A quel punto, in futuro, anche altre squadre potrebbero sentirsi legittimate ad andare contro le norme finanziarie, dato che sforare di così tanti milioni può fare una grandissima differenza a livello di sviluppo della monoposto. La FIA è chiamata a lanciare un messaggio chiaro. Una multa sarebbe del tutto ininfluente per una super potenza come la Red Bull Racing. Dalla stagione 2023 in poi, il Budget Cap sarà, ulteriormente, abbassato a 135 milioni di dollari. Domenica prossima si correrà in Giappone (cliccate qui per gli orari del weekend) e c’è grandissima trepidazione anche per valutare gli effetti delle analisi che sta conducendo la Federazione Internazionale dell’Automobile.