Caos budget cap Red Bull: ci sono dei sospetti sulla “soffiata”

Un ennesimo intrigo fatto di carte passate sottobanco e talpe starebbe colpendo ancora la F1. Vittima principale la Red Bull. 

Così, all’improvviso, a Marina Bay è scoppiato un affaire. Di quelli che fanno scrivere e parlare paddock e media per giorni e giorni. Aston Martin e soprattutto Red Bull, avrebbero infranto il muro dei 145 milioni di dollari di budget cap, imposti nel 2021 dalla FIA. Una violazione della normativa che se per la verdona dovrebbe essere di lieve entità per gli energetici dovrebbe scavalcare i sette milioni di tolleranza.

Max Verstappen, Red Bull (Ansa Foto)
Max Verstappen, Red Bull (Ansa Foto)

La domanda che si sono posti a Milton Keynes (e non solo), è come mai questa storia sia uscita proprio quando Max Verstappen si trova ad un passo dal suo secondo titolo iridato. E la scuderia si sta apprestando a battere per la prima volta dal 2014 la dominatrice seriale di Stoccarda.

In mezzo ai commenti scandalizzati, qualcuno ha cominciato a iniziato a porsi delle domande. Come è stato possibile che dati tanto importanti e privati, tra l’altro ancora in fase di analisi, siano arrivati in mano ai rivali degli austriaci?

Ebbene nelle ultime ore si è fatto largo un sospetto. Un’ipotesi, su chi possa aver orchestrato tale macchinazione per screditare gli energetici. Si tratterebbe, ovviamente qui il condizionale è più che d’obbligo, di Shaila-Ann Rao. L’avvocato ex spalla del boss della Stella Toto Wolff, passata, con la presidenza FIA di Mohammed Ben Sulayem alla segreteria dell’ente governativo.

Red Bull sotto accusa: chi ha fatto la spia

Una nomina, o promozione che di si voglia, questa, da subito ragione di malumori. Tanto che lo stesso Mattia Binotto, a nome della Ferrari aveva palesato delle riserve sulla scelta. In quel frangente il tecnico nato a Losanna disse: “Starà alla FIA assicurarsi che non vi siano conflitti d’interesse e che la persona si comporti con correttezza“.

E questo potrebbe essere il primo inciampo. “Ciò che ci sorprende è come in Mercedes siano in possesso di informazioni tanto dettagliate quando noi ancora non sappiamo nulla“, ha attaccato all’emittente ORF il consulente di Milton Keynes Helmut Marko, reclamando un’indagine proprio per chiarire questo punto.

Per il cacciatore di talenti, il teatrino sarebbe stato messo in piedi a causa di Abu Dhabi 2021. Una sconfitta che in Germania non avrebbero ancora digerito. “Yas Marina è ormai lontana. E’ strano che non l’abbiano ancora superata. Wolff parla di una spesa largamente eccessiva da parte nostra. Ma come può saperlo? Deve esserci una talpa“, ha sostenuto piccato.

Per l’ex pilota e ora commentatore per Sky Deutschland Ralf Schumacher, la Federazione, pur avendo prontamente smontato le varie speculazioni e congetture, dovrà rispondere a degli interrogativi. “Sappiamo tutti che una confidente del capo delle Frecce d’Argento ora occupa una posizione di vertice nel collegio federale.  E’ giusto dunque che venga avviata un’inchiesta, perché certi contenuti non possono sfuggire. Vanno solamente a danneggiare lo sport“, ha sostenuto il fratello di Michael.

Il 5 ottobre i documenti verranno resi noti pubblicamente. Ma al di là ciò che emergerà, qui Toto ha perso. Perché ha dimostrato di non aver accettato di aver perso lo scorso anno“, ha aggiunto il tedesco.

Per Marko vi sono poi alcuni elementi che non quadrano. “Non è specificata la data di conclusione del report o somme specifiche. Noi stessi abbiamo inviato un report, ma non abbiamo ricevuto alcun responso. Qualora anche solo due delle nostre sei osservazioni venissero prese in considerazione, saremmo già al di sotto del tetto di spesa. Tutto il resto attorno non ha senso“, ha messo i puntini sulle i il 79enne,