Mick Schumacher, l’ex Ferrari lo sponsorizza: sentite che dice di lui

Quelle che restano potrebbero essere le ultime sei gare nel Circus di Schumacher, ma c’è chi come Brawn spera che gli venga data una chance.

Quale sarà l’avvenire di Mick Schumacher resta tutt’ora un mistero. A pochi round dalla chiusura del campionato la sua parentesi nel Circus sembra già arrivata al termine. Promosso nella massima serie a fine 2020 dopo aver vinto il titolo F2, il tedesco doveva essere la scommessa vinta della Ferrari. Ed invece si è rivelato un mezzo fallimento.

Mick Schumacher (Ansa Foto)
Mick Schumacher (Ansa Foto)

Mai competitivo complice una Haas bloccata nello sviluppo, non ha fatto meglio neppure ad inizio 2022. Anzi al contrario. Se nel 2021 aveva la scusa di essere un rookie e i suoi errori venivano annacquati dalle performance ugualmente non esaltanti di Nikita Mazepin, con Kevin Magnussen al fianco, ogni sua debolezza è apparsa più netta.

I primi appuntamenti della stagione in corso sono stati a dir poco turbolenti. Il danese, rientrato nel Circus dopo un anno passato in IndyCar, si è dimostrato subito veloce, mentre lui si è reso protagonista di una serie paurosa di sbagli, con danni accumulati per oltre 3 milioni di euro.

Una cifra che ha preoccupato e fatto andare su tutte le furie la dirigenza del team americano, salvo poi accadere il miracolo. A Silverstone e al Red Bull Ring il figlio di Michael ha portato a casa un ottavo e un sesto posto salvifici per il suo percorso, almeno per quel momento.

Infatti a poco più di un mese di distanza è arrivata la prima mazzata. Ovvero la separazione dall’Academy Ferrari che ha deciso di non rinnovargli la fiducia. Una mossa lì per lì quasi a suo favore, ma che oggi sembra un de profundis. Nessuno pare essere interessato ad ingaggiarlo e lo stesso boss della sua squadra Gunther Steiner, gli ha dato solo il 50% di chance di permanenza.

L’ex Ferrari si schiera con Schumacher

Alla luce di tale posizione scricchiolante, è intervenuto Ross Brawn, responsabile sportivo della F1 ed ex stratega del Cavallino all’epoca di Schumi Sr. Da parte sua un chiaro endorsement e un invito ai team iscritti a non lasciarlo andare.

Ha talento e possiede la stessa etica del lavoro del padre“, ha dichiarato a Sport 1, convinto che il 23enne meriti “di fare il passo successivo nella sua carriera“.

La permanenza del figlio d’arte nella top class dell’automobilismo potrebbe portare con sé anche dei benefici per la Germania, orfana del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel. Parliamo del ritorno di una gara sul territorio, assente dal 2019, quando si corse ad Hockenheim, e successivamente nell’anno del confinamento al Nürburgring, non potendo andare fuori Europa.

Sul tema l’ingegnere britannico ha espresso fiducia, specialmente con l’ingresso di Audi.Questa novità aiuterà il ripristino di un round tedesco“, ha detto. “E’ frustrante che adesso non sia presente. Di conseguenza sarà uno dei nostri target per l’avvenire“.

A questo proposito avere un giovane portacolori del Paese potrebbe rappresentare una ulteriore garanzia. “Ecco perché è estremamente importante che continui. Per quanto affascinante e importante possa essere la tecnologia in F1, i ragazzi appendono i poster dei loro idoli“, ha evidenziato il 67enne.