Valentino Rossi correrà in Ferrari? Indiscrezione clamorosa sul Dottore

In una intervista al giornalista Paolo Beltramo è emerso un dettaglio importante sul futuro di Valentino Rossi nel Motorsport.

In tanti hanno sognato di vedere Rossi sulla Rossa in passato e ad, un certo punto, sembravano esserci anche tutte le condizioni per tentare il Dottore. Nel 2006, ultimo anno di Michael Schumacher sulla Ferrari, la squadra test, capitanata dall’ingegnere Luigi Mazzola, diede l’occasione di far fare gli ultimi test al nove volte campione del mondo delle due ruote, in vista di un incredibile passaggio dalla MotoGP alla F1. Una occasione, davvero, straordinaria che si sarebbe potuta concretizzare con l’aiuto di una scuderia satellite come la Sauber.

Valentino Rossi Ferrari (Ansa Foto)
Valentino Rossi Ferrari (Ansa Foto)

Il piano era quello di far debuttare il centauro di Tavullia in un team minore, giusto per calarsi nella difficile categoria, per poi eventualmente fare il grande salto sulla Ferrari. Le porte di Maranello furono spalancate con diversi test mirati, anche sotto l’occhio vigile di Michael Schumacher, finché Valentino Rossi non decise di rimanere a correre in MotoGP. Il pilota non ha mai rimpianto la scelta perché ha continuato a vincere negli anni successivi, ma dimostrò di avere tutte le carte in regola per sfidare i migliori driver al mondo nella categoria regina del Motorsport. I tempi fatti registrare da VR46 sulle monoposto del Cavallino erano di tutto rispetto.

Nel corso della sua carriera, il Dottore ha provato di tutto. Da vetture rally sino alla Mercedes F1 del campione del mondo Lewis Hamilton. Vale si è sempre dilettato sulle quattro ruote, tra show a Monza e battaglie nel GT. Prima dell’esperienza nel Fanatec, il centauro aveva partecipato alla gara endurance della 12 Ore del Golfo, vincendo nella propria categoria (Pro/Am) e classificandosi terzo assoluto alla guida di una Ferrari 488 GT3 del team Kessel Racing. Dopo aver chiuso con le due ruote, nel 2021, il #46 ha scelto di proseguire la sua avventura nel Motorsport a bordo dell’Audi R8 LMS del W Racing Team, squadra supportata da Audi Sport e campione del GT World Challenge Europe. In equipaggio con Frédéric Vervisch e Nico Müller, i risultati sono stati un po’ altalenati. Ecco come è andata, ad esempio, a Valencia.

Valentino Rossi, futuro in Ferrari?

Il campionato Fanatec GT è molto impegnativo, ma VR46 ha dimostrato di avere talento. In una recente intervista a Sportal.it, il noto reporter della MotoGP Paolo Beltramo ha analizzato l’opportunità di vedere Valentino Rossi alla guida di una Ferrari in uno dei campionati Gran Turismo nel 2023: “Credo che l’anno prossimo, nel caso arrivi un accordo con la Ferrari, andrà bene. Non credo che la Ferrari abbia bisogno di Rossi per diventare più popolare, cioè sì sicuramente sarà importante, soprattutto nella parte della produzione. La Ferrari in Formula 1 è già comunque al massimo, manca che vinca il Mondiale, per il resto tifosi ne ha tanti, piloti buoni li ha, ha tutto: fascino, storia, emozione. Invece sul GT avere un personaggio come lui, che poi sono le macchine che la Ferrari vende, secondo me è un bel colpo”.

In merito all’esperienza nel Fanatec GT, a bordo dell’Audi R8, Beltramo è convinto di una cosa: “Valentino Rossi ha corso sempre il rally di Monza, ha sempre avuto macchine belle, suo papà Graziano è un appassionato di traversi, di queste cose qui. Insomma, le macchine, diciamo i motori in generale, sono sempre state una passione per Vale. Quindi una volta smesso in moto, era piuttosto normale che avrebbe continuato a correre in uno sport che ti consente di andare avanti anche oltre i cinquant’anni”. Valentino Rossi con la Ferrari? Rivelazione clamorosa dello stesso Dottore.

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Il team WRT? Credo che quest’anno Valentino avesse una mancanza di esperienza e ha corso con questa squadra, con l’Audi, ha commesso qualche errore e sei comunque legato agli altri due piloti, perché sono gare di endurance, e quindi è tutta una cosa assolutamente nuova per lui. Nei Gran Premi si corre dall’inizio alla fine sempre con lo stesso pilota, mentre in questo caso tutti quei concetti di assetti devono andare bene a tutti, devono soddisfare un po’ tutti, non soltanto uno. Tanto piccole cose alle quali lui era abituato sono diventate completamente nuove per lui. Poi magari un pilota preferisce in un modo, uno preferisce in un altro, insomma ci sono da fare dei compromessi ai quali secondo me lui non era ancora abituato, ed aveva giustamente bisogno di fare questa esperienza”, ha chiosato Beltramo.