Ferrari, altro errore a Monza? Ecco cosa è emerso

La Ferrari è stata sconfitta dalla Red Bull di Max Verstappen al GP d’Italia. Secondo alcuni, c’è stato un altro errore tattico con Leclerc.

Il leit motiv di questa stagione della Ferrari è sicuramente relativo agli errori di strategia. Difficilmente si ricordano campionati in cui la Scuderia modenese ha gettato al vento un numero così alto di gare a causa di strafalcioni del muretto, che è già sotto accusa da anni, ma le cui lacune erano state nascoste dalle scarse prestazioni delle varie monoposto.

Ferrari F1-75 (ANSA)
Ferrari F1-75 (ANSA)

Nel 2022, invece, la Gestione Sportiva ha finalmente messo in pista un’ottima macchina, che ha raccolto la miseria di quattro vittorie in sedici gare, lasciando tutti gli altri successi alla Red Bull. Dal Belgio in poi, la RB18 è nettamente la macchina migliore del lotto, ma sino a prima della pausa estiva, la Rossa ha sempre avuto la vettura per vincere, tranne, forse, per quello che riguarda la pista di Imola.

In casa Ferrari c’è moltissimo da recriminare, ma per Mattia Binotto sembra essere tutto giusto, visto che ha già confermato in toto i suoi uomini per il prossimo anno. Ciò significa che Inaki Rueda, che è seduto su quel muretto dal 2015, e che in sette anni ha sbagliato qualcosa come ottanta strategie, combinerà guai ancora per molto tempo, e gli avversari se la ridono.

A Monza, Charles Leclerc ha effettuato addirittura tre soste, ma quelle che ci interessa prendere in esame sono le prime due. Infatti, al Gran Premio d’Italia si effettua solitamente un pit-stop, visto lo scarso degrado degli pneumatici e la pit-lane molto lunga, che porta a perdere molto tempo. Ora andremo ad analizzare quello che è successo domenica scorsa, nel tentativo di apprendere se si è trattato o meno di un altro errore strategico.

Ferrari, ecco come sono andate le cose a Monza

Charles Leclerc e la Ferrari avevano fatto sognare Monza con la pole position lo scorso sabato, la seconda per il monegasco dopo quella del 2019. Max Verstappen e la Red Bull, battuti sul giro secco, avevano assettato la monoposto alla perfezione in chiave gara, consapevoli del fatto che sarebbero partiti al massimo dalla sesta posizione per via della penalità.

Sulla monoposto del campione del mondo è stato infatti sostituito il motore termico, ovvero l’ICE, e con il secondo tempo in qualifica l’olandese è stato retrocesso al settimo posto. Tuttavia, dopo quattro giri di gara, il figlio di Jos aveva già riguadagnato la seconda posizione, sverniciando i rivali coem se fossero davvero fermi.

Leclerc era riuscito a costruirsi un vantaggio di soli un paio di secondi, con Verstappen che ha iniziato a rosicchiare quel divario facendosi sotto alla Ferrari. Dopo 13 giri, l’Aston Martin di Sebastian Vettel ha avuto un problema alla power unit, che lo ha costretto ad accostare alla seconda di Lesmo.

La direzione gara ha optato per una Virtual Safety Car, ed a Verstappen hanno detto di fare l’opposto rispetto a Leclerc (rientrare ai box nel caso in cui Charles non si fosse fermato e viceversa). La Rossa ha così richiamato il proprio pilota mettendogli le Medie nuove, ma la VSC è stata rimossa proprio mentre Charles era in pit-lane, facendogli perdere 6-7 secondi a dir poco fondamentali, che gli hanno rovinato la strategia.

Con un passo eccezionale, Super Max è rimasto in pista con le Soft per tanti altri giri, passando poi alle Medie a sua volta, iniziando a rosicchiare secondi su secondi all’avversario. In molti pensano che il secondo pit-stop con Leclerc sia stato un errore, ma è chiaro che non è così.

Charles stava infatti perdendo prestazione, e Verstappen lo avrebbe passato senza problemi. Inoltre, da dietro, stava recuperando anche George Russell con la Mercedes, che aveva gomme molto più fresche. A quel punto, il muretto ha richiamato dentro il poleman per assicurarsi la seconda posizione, sperando in un crollo delle coperture sulla Red Bull che non si è verificato.