L’ex F1 fa a pezzi la FIA: bufera sul finale del GP di Monza

La Safety Car nel finale di Monza ha creato numerose polemiche. E a intervenire per bacchettare la FIA è un ex pilota di F1.

Il GP d’Italia di F1 è finito ma sono ancora le polemiche a far discutere. Quanto accaduto nel finale con la Safety Car introdotta al giro 47 per il ritiro di Daniel Ricciardo e la bandiera a scacchi andata proprio quando ancora c’era l’auto dei commissari a guidare il gruppo non è andata decisamente giù in primis ai tifosi, che si preparavano a vivere quantomeno un ultimo giro di fuoco e poi ai piloti. Dopo la gara, i fischi sono risuonati dalle tribune dell’autodromo di Monza, segno che quanto accaduto non è proprio piaciuto e ha rischiato di rovinare uno show che fino a quel momento sembrava davvero aver coinvolto il pubblico.

F1, La partenza del Gp d'Italia (ANSA)
F1, La partenza del Gp d’Italia (ANSA)

Poco o male comunque per i tifosi, in particolare quelli della Ferrari, che hanno comunque rivisto una Rossa competitiva e che fa ben sperare per un finale di stagione quantomeno all’altezza del confronto con la Red Bull, che si è trasformato negli ultimi mesi in una lotta impari.

La realtà però è che il risultato sportivo è stato quasi subito messo da parte per fare spazio a un nuovo e acceso confronto su quanto sta accadendo negli ultimi tempi in F1. Nel mirino in particolare il comportamento della direzione gara, che nonostante i cambi di “poltrone”, con l’addio del contestatissimo Michael Masi dopo i fatti di Abu Dhabi 2021, ancora è alle prese con decisioni quantomeno “ritardate”. Segno che forse il meccanismo deve essere ancora oliato, anche se c’è qualcuno che addirittura ha parlato di “favoritismo” ad un unico senso, ossia nei confronti del campione in carica.

Il primo a lanciare il guanto di sfida è stato il team principal Ferrari Mattia Binotto, che ha detto a chiare lettere quanto gli uomini FIA siano al momento lenti nelle loro decisioni, cosa che invece la F1 non può permettersi. In suo appoggio anche la Red Bull, mentre da casa Mercedes Toto Wolff ha tenuto a difendere l’operato della direzione di gara, che ha seguito alla lettera un regolamento che, a questo punto, se contestato può essere comunque migliorato per il futuro.

La versione di Coulthard sui problemi della F1

Non sono stati gli unici però i team principal a esprimere preoccupazioni, infatti nel merito è intervenuto anche l’ex pilota della McLaren e della Red Bull David Coulthard, che ha commentato negativamente la gestione della situazione da parte della FIA. Confrontando la situazione con quella di Abu Dhabi 2021, dove è stato dato l’ok per superare la Safety Car alle vetture doppiate tra il leader Lewis Hamilton e Max Verstappen per permettere un ultimo giro di fuoco, qui invece non è accaduto questo e tutto è andato a rilento.

“La procedura è molto chiara. Normalmente, una volta che viene dato l’input che le auto doppiate possono riprendere la loro posizione, il processo è comunque sempre un po’ laborioso, ma stavolta non è andato bene, e mi ha lasciato perplesso”, da detto. “Poteva essere un weekend emozionante di F1, sarebbe potuto esserlo ancor di più con un arrivo sul traguardo dopo un ultimo giro a tutta, come era accaduto ad Abu Dhabi”.

Il consiglio di David

Nell’ambito della ristrutturazione della Race Control, è stato annunciato che sarebbe stata istituita una nuova sala di controllo virtuale per assistere i commissari di gara. Ma proprio questo, secondo Coulthard, sta rallentando la Race Control quando si tratta di prendere decisioni in tempo reale: “Penso che ogni decisione presa quest’anno abbia sicuramente avuto una posizione molto ponderata. Sappiamo dal nuovo presidente della FIA che hanno una squadra virtuale, quasi come le sale operative che i team di F1 hanno con i loro strateghi in fabbrica. Ma quella procedura sta chiaramente rallentando le cose e non fornisce nemmeno decisioni rapide”.

Anzi, Coulthard va oltre e bacchetta la FIA: “Penso che ciò che non capisce completamente è che non sono solo un organo di governo che deve dare la priorità alla sicurezza, ma che siamo uno sport, siamo uno spettacolo. E un po’ come se non si potesse ripetere il conto alla rovescia per Capodanno. Dobbiamo cercare di dare a tutti l’opportunità di godersi il momento, quel momento della bandiera a scacchi che mette fine a un GP di F1″.