F1, svelato il motivo del disastro Ferrari: l’errore clamoroso (VIDEO)

Un errore, l’ennesimo della stagione, ha influito sul corso della gara di Carlos Sainz. Il pilota della Ferrari è arrivato all’ottavo posto.

Puntuali sono arrivati in Olanda altri due errori del team che hanno condannato il pilota della Rossa. La F1 – 75 non si è dimostrata all’altezza dei competitor a livello di passo, proprio per questo dovrebbe essere perfetta in termini di strategie e pit stop. La corsa era iniziata anche per il verso giusto. Leclerc ha conservato la seconda piazza, dopo un ottimo scatto al via, mentre Sainz è uscito indenne da un contatto con Lewis Hamilton alla prima curva.

Ferrari Carlos Sainz (Ansa Foto)
Ferrari Carlos Sainz (Ansa Foto)

I problemi sono sopraggiunti con il passare dei giri. E’ risultato palese che CL16 non avesse il ritmo di Verstappen e Sainz non riuscisse a prendere le distanze dalla Mercedes. I risultati della direttiva anti porpoising sono stati visibili sul tracciato di Zandvoort. La W13 non ha sofferto più dei rimbalzi ad alte velocità ed è progredita in termini di ritmo e usura delle mescole. La Ferrari, ad oggi, sembra una vettura diversa rispetta a quella che dominava nella prima parte di stagione. Il primo grave errore è arrivato al momento del primo cambio gomme di Sainz. Il pilota spagnolo è stato richiamato ai box quando era nelle ultime curve dell’ultimo settore. La chiamata ai box ha colto di sorpresa il gruppo di meccanici.

In particolare l’addetto al montaggio della posteriore sinistra non si trovava in posizione, come potrete apprezzare dal video in basso. Il pilota spagnolo ha perso una marea di secondi, in attesa della gomma. Una scena che, a molti, ha fatto ripensare all’errore compiuto con Eddie Irvine nel 1999. In quell’annata il nord irlandese era in lotta per il titolo mondiale, stavolta si è trattato “solo” dell’ennesimo disastro di una stagione ricca di episodi sfortunati. Carlos Sainz ha subito capito la gravità della situazione e, via radio, ha esclamato un “oh mio Dio” carico di stupore. Come se non bastasse il passo gara della wing car di Maranello non si è dimostrato all’altezza del potenziale espresso in qualifica nei confronti dei principali rivali in classifica.

Ferrari, quanti errori nel 2022

A preoccupare ora è anche la performance. La Scuderia si è lasciata sfuggire tante vittorie in questa annata per errori strategici. Il team italiano, oramai, ha abituato il pubblico e i piloti stessi a figure barbine, ma la questione ora è molto più ampia. Se, in teoria, le strategie possono essere migliorabili e le ruote pronte all’uso, le prestazioni dell’auto sono crollate e nessuno ha ben chiari i motivi. Binotto, erroneamente, ha escluso la possibilità, post Spa, che potesse trattarsi degli effetti della direttiva anti porpoising. Alzando l’altezza di una wing car di qualche millimetro può cambiare tutto. Diversi ingegneri hanno affermato il concetto.

La vettura non sembra bilanciata nelle curve come un tempo. Il tracciato di Zandvoort, in teoria, sarebbe dovuto essere perfetto per le caratteristiche della vettura italiana. La RB18 non solo ha firmato la pole, ma si è confermata in gara. Ancor più inquietante il fatto che la Mercedes, con un pizzico di fortuna in più, avrebbe potuto ottenere il primo successo stagione. In classifica il distacco tra la Stella a tre punte e la Scuderia è di appena 30 punti. Un distacco irrisorio che spiega l’incapacità della squadra italiana di accumulare podi e vittorie, nel momento in cui la Ferrari è risultata competitiva. Il team capitanato da Mattia Binotto ha fallito due volte, non cogliendo risultati degni del lavoro degli uomini e delle donne che hanno lavorato sulla F1 – 75 nella fase top e non riuscendo a gestire la situazione nel momento di calo.

Ora la Ferrari rischia concretamente di farsi superare in classifica da un team che non ha mai vinto un singolo appuntamento. A pesare sull’esito del Gran Premio d’Olanda, inoltre, sono stati una serie di errori clamorosi. Sainz, dopo l’errore nel primo pit, è stato obbligato ad inseguire gli avversarsi per tutta la corsa, per poi concludere all’ottavo posto, a causa anche di una penalità di cinque secondi per unsafe release. Alla fine lo hanno preceduto Sergio Perez con la Red Bull Racing, Fernando Alonso con la Alpine e Lando Norris con la McLaren. Carlos Sainz, la Ferrari non c’è più: lo spagnolo si lamenta.

La situazione è, letteralmente, sfuggita di mano. Clamorosi sbagli vengono considerati dei “semplici pasticci”, da parte di Binotto. La squadra non è più giovane, ma il modo di affrontare i problemi è sempre lo stesso. Il team, in questo, modo non imparerà mai a responsabilizzarsi. Carlos ha perso circa nove secondi e con essi diverse posizioni. Vi lasciamo alle immagini dell’operato dei meccanici Ferrari in occasione del primo pit stop del driver spagnolo.