Bagnaia e Bastianini mettono ansia alla Ducati? L’errore da non fare

La lotta tra Bagnaia e Bastianini a Misano non è piaciuta ai vertici Ducati. Ma il problema è che i due il prossimo anno saranno anche compagni di box.

Uno spettacolo vero quello andato in scena a Misano. Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini sono stati protagonisti di uno scontro davvero avvincente, con un finale thrilling che ha visto il piemontese vincere di un soffio sul riminese, che proprio all’ultimo istante ha tirato fuori quella cattiveria in più che per tutto il gran premio non aveva fatto vedere e che forse lo fa rammaricare di più per ciò che poteva essere e non è stato. Due piloti italiani davanti a tutti, con un tris tricolore completato dall’Aprilia di Maverick Vinales, segno che le moto italiane (oltre ai piloti) sono le migliori in MotoGP, con un crollo giapponese che era difficile da ipotizzare fino a qualche tempo fa.

Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini (ANSA)
Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini (ANSA)

La Ducati festeggia il quarto successo di fila di Bagnaia, cosa capitata neanche a un mito come Casey Stoner, ma soprattutto l’ennesimo trionfo di una stagione importante a livello di numeri per la casa di Borgo Panigale, che così sta riaprendo clamorosamente la lotta per il titolo iridato. Infatti il quinto posto di Fabio Quartararo è un segnale di allarme per il francese, che ha dimostrato come con la Yamaha M1 sia difficile partire da dietro e lottare contro Ducati e Aprilia, soprattutto su tracciati così veloci.

Adesso per la casa italiana c’è solo da sperare che le otto Ducati in pista mantengano questo livello di competitività fino alla fine, perché solo così il sogno Mondiale può davvero realizzarsi. Sono tanti i piloti sulla GP22 che ora stanno rendendo al massimo, non solo Bagnaia. E proprio quel Bastianini che si è messo di nuovo in mostra davanti al suo pubblico è l’elemento che può risultare chiave. Ma anche quello che preoccupa di più.

Bagnaia-Bastianini, la Ducati è già in allarme

La prova messa in campo da Bastianini ha certificato ancor di più la scelta fatta dal team Ducati ufficiale per la prossima stagione. La decisione di rinunciare a Jack Miller per far spazio al pilota ora nel team Gresini era la più naturale rispetto a Jorge Martin, con cui è rimasto in lizza per la “promozione” accanto a Bagnaia fino a qualche giorno fa. Il prossimo anno la Ducati sarà ancora più forte, perché le ultime prestazioni hanno fatto capire che in sella alla probabile GP23 ci saranno due numeri 1. E proprio questo fattore è da una parte un bene ma anche un possibile rischio.

Infatti avere due “prime donne” comporta anche una gestione non facilissima sul piano dell’organizzazione da parte della scuderia di Borgo Panigale. Sicuramente ci sarà più pepe, ma il rischio è che se non dovesse arrivare il titolo quest’anno, visto il gap ancora ampio con Quartararo, l’ennesima rincorsa al titolo la prossima stagione rischia di essere rovinata da una rivalità che, vuoi o non vuoi, è già palese ora.

Che Bastianini e Bagnaia non si sopportino particolarmente lo si è capito già a Le Mans, quando la lotta in pista tra i due ha visto prevalere il primo, con il secondo a terra dopo qualche curva successiva al sorpasso. In quella occasione non sono mancati dei momenti “caldi” nel post-gara, con Enea che aveva punzecchiato Pecco affermando che poteva essere lui il pilota che gli dava più fastidio perché italiano e che era stata la sua pressione ad aver portato all’errore il suo “capitano”. Un concetto che non era andato giù al piemontese, che aveva risposto piccato: “Può pensare quello che vuole, la verità è stata che lui è stato veloce e io ho ho fatto un errore, non dovuto certo a lui”.

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Le voci di una preferenza per Martin di Bagnaia non hanno fatto altro che alimentare questa rivalità sotterranea, che forse in parte è venuta fuori proprio a Misano in quell’ultimo giro in cui Bastianini ha messo a serio rischio la vittoria del pilota ufficiale Ducati, fatto questo che non è piaciuto ai vertici della casa italiana, che sembra essere corsa subito ai ripari, almeno a parole. Serviranno però i fatti d’ora in poi: c’è un mondiale ancora da giocarsi e non sono ammissibili “scherzi”. Inoltre meglio mettere le cose in chiaro subito per evitare guai in futuro. Ma l’impressione è che queste siano solo scaramucce semplice e che il meglio deve ancora venire.