Dovizioso, le sue parole commuovono tutti: il suo commiato alla MotoGP

L’appuntamento di Misano della MotoGP ha rappresentato l’ultima apparizione di Dovizioso in sella. Per il forlivese tanta commozione.

Al termine della turbolenta stagione 2020 aveva deciso di farsi da parte per riflettere e riprendere i ritmi blandi della vita di tutti i giorni. Poi però Andrea Dovizioso non era riuscito a tenersi lontano dai motori e già in occasione del GP di Misano dell’anno successivo era tornato in sella.

Ora, quasi fosse la quadratura del cerchio, il forlivese ha deciso, in maniera definitiva, di dire basta e proprio sul circuito romagnolo ha salutato la compagnia.

Andrea Dovizioso (LaPresse Foto)
Andrea Dovizioso (LaPresse Foto)

Inutile dire che il risultato del gran premio di questa domenica è stato incolore. Dodicesimo a 29″ dal vincitore Bagnaia. Il riassunto perfetto di un feeling con la sua Yamaha mai sbocciato.

A 36 anni chiude la carriera in MotoGP con una 21esima piazza provvisoria e appena 15 punti. Non certo un bottino soddisfacente per un pilota che in passato lottava per il Mondiale.

Vincitore di un solo titolo, nel 2004 con la Honda in 125 cc, l’emiliano ha lasciato comunque il segno tra i tifosi e nelle scuderie frequentate, compresa l’ultima, la RNF. Prova ne è la festa che tutti gli hanno riservato per questo finale dolceamaro.

Mi ha sorpreso il calore ricevuto. Un po’ me lo aspettavo, ma non così tanto“, ha confessato frastornato. “E’ la conferma di quanto sia riuscito a trasmettere, specialmente a fine carriera con la Ducati, anche se non siamo riusciti a vincere il campionato“.

Dovizioso saluta la MotoGP

Raggiunto nel corso del giro d’onore dagli amici di una vita, il #04 è stato salutato anche dai colleghi che, per rendergli omaggio hanno registrato dei video.

Non c’è uno che mi abbia colpito in particolare, ma devo dire stra-grazie a tutti quelli che lo hanno fatto”, ha commentato. “Stiamo parlando veramente di nomi importanti. Una vera sorpresa. Le loro parole non sono state per nulla banali o di facciata. Di conseguenza mi hanno toccato  e mi sono messo a piangere“.

Facendo un bilancio del proprio percorso nella classe regina, il centauro del Diapason non ha nascosto di avere qualche rammarico, specialmente alla luce di alcuni obiettivi non centrati.

Potessi tornare indietro cambierei diverse cose. E’ una questione di dettagli. Sarei un’ipocrita a non dire ammetterlo. Comunque non ho grossi rimpianti. Ed è anche per questo che sono molto sereno oggi a ritirarmi“, ha confessato con onestà.

Orgoglioso di quanto seminato a Borgo Panigale tra il 2013 e l’anno del Covid. Una semina che sta dando i suoi frutti nel campionato in corso, specialmente con Pecco, Dovi ha voluto soffermarsi sulla propria eredità di corridore.

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Più che i miei successi, credo resteranno le manovre estreme e spettacolari che sono un po’ il mio tratto distintivo“, ha analizzato. “Allo stesso modo l’aver riportato alla competitività la Desmosedici. Se consideriamo come era messa quando sono arrivato, è stata una soddisfazione enorme a livello personale. Non si è trattato di soffrire solo tre o quattro gare per adattarsi alla moto, ma di svilupparla fino ad ottenere quello che volevamo insieme alla squadra. Professionalmente parlando, è stata la cosa più bella“, ha concluso.