F1, Schumacher-Monaco 2006: arriva la verità dell’ex compagno

Nel 2006, la F1 fu colpita da un episodio clamoroso che vide protagonista Michael Schumacher. Ecco le parole dell’ex pilota della Ferrari.

Il mondiale di F1 targato 2006 fu uno dei più tirati dell’epoca recente del Circus. Il duello vide protagonisti il campione del mondo in carica, Fernando Alonso, e colui che aveva dominato l’epoca precedente, ovvero Michael Schumacher. Di fronte si ritrovarono la Renault gestita da Flavio Briatore e la Ferrari del tandem Jean Todt e Ross Brawn, con quest’ultimo al canto del cigno a Maranello.

F1 Michael Schumacher (ANSA)
F1 Michael Schumacher (ANSA)

Il contesto non era così ottimale per la Rossa, che dopo anni di dominio si ritrovò a vivere un 2005 difficilissimo a causa delle nuove regole, che spedirono verso il mondiale lo spagnolo ed il team di Enstone. Grazie alla reintroduzione dei cambi gomme in gara, nel 2006 la Ferrari tornò competitiva, ma l’inizio del campionato fu comunque dominato da Alonso.

Il Cavallino vinse le prime due gare ad Imola ed al Nurburgring, in quest’ultimo caso grazie ad una spettacolare gestione della strategia. All’epoca, infatti, in F1 era ancora previsto il rifornimento al pit-stop, segreto di tanti successi della Ferrari degli anni d’oro, che ora sembrano lontani millenni.

Dopo il trionfo nel GP d’Europa, Schumacher dovette arrendersi ad Alonso in Spagna, dove Fernando ottenne la sua prima vittoria nella gara di casa, davanti ad un pubblico in delirio. In seguito, il Circus sbarcò a Monte-Carlo per il settimo round stagionale, dove la Ferrari non vinceva dal 2001.

Sin dalle prove libere si assistette ad un grande duello tra i due sfidanti, che si dimostrarono chiaramente superiori alla concorrenza, sino ad arrivare a giocarsi la pole position. Nel 2006 era stato introdotto proprio il format di qualifiche attuale, ovvero quello diviso in Q1, Q2 e Q3.

Michael fece segnare il miglior tempo nel penultimo tentativo, girando in 1’13”898, ma nel giro finale non riuscì a migliorare i propri parziali, cosa che invece stava facendo Alonso. Arrivato alla Rascasse, il sette volte campione del mondo “parcheggiò” la sua Ferrari in modo sospetto, causando una bandiera gialla che gli permise di conservare la pole position. Per questa manovra, i suoi tempi furono cancellati, costringendolo a partire dal fondo.

F1, Massa parla del caso Schumacher a Monaco

La F1 ha regalato tanti episodi molto dubbi e sui quali si è discusso a lungo, ma non c’è dubbio che quello di Monaco 2006 rientri tra i capitoli più neri di sempre. La scorrettezza di Michael Schumacher non passò inosservata, e dai piloti e dai membri delle altre squadre arrivarono delle ingenti critiche.

Qualche tempo fa, Felipe Massa parlò di quanto accadde nel Principato 16 anni fa, nel corso del documentario “The Race to Perfection“, affermando: “Prima delle qualifiche di quel giorno, parlammo a lungo con la squadra per decidere quali strategie attuare. Dovevamo sfruttare al meglio il primo set di gomme nel primo tentativo, per poi cercare di fare ancora meglio in quello finale“.

Il brasiliano ha aggiunto: “Ross Brawn poi ci disse che sarebbe stato positivo creare una bandiera gialla, io chiesi ai ragazzi se stessero scherzando o se le loro intenzioni fossero serie. Michael fece davvero in modo che venisse esposta la bandiera gialla, rallentando tutti gli altri piloti“. Parole molto dure quelle di Massa, che ha dunque ammesso che il tutto avvenne proprio in maniera volontaria, al contrario delle giustificazioni che vennero usate dalla Ferrari in quella giornata.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Michael Schumacher è un personaggio leggendario nella storia della F1, ma c’è da dire che quell’episodio non gli fece di certo onore. Qualche anno dopo, nel 2014, abbiamo vissuto una situazione simile con Nico Rosberg e la sua Mercedes, il quale finì lungo al Mirabeau, ma in quel caso non ci furono sanzioni da parte della direzione gara. Le discussioni, in uno sport così tirato, non mancheranno mai, ma è chiaro che la sportività dovrebbe restare sempre al primo posto.