Mansell parole a sorpresa su Hamilton: ecco cosa ha detto

Il Leone della F1 Mansell ha espresso un interessante parere sulle forze in campo in casa Mercedes e sulle prestazioni di Hamilton.

Quando mancano nove gran premi al termine della stagione, la situazione in Mercedes ci dice che Russell finora è andato meglio di Hamilton. Il driver di King’s Lynn è attualmente quarto della generale con 158 punti e 5 podi conquistati, mentre quello di Stevenage è sesto con 146 lunghezze e una top 3 in più.

Lewis Hamilton (Ansa Foto)
Lewis Hamilton (Ansa Foto)

Non fosse per la scarsa competitività della W13 che ha evidentemente ridimensionato gli obiettivi a breve termine della scuderia, l’ex Williams ha superato le attese dimostrandosi subito forte e poco avvezzo all’errore.

Una vera chance per lui, almeno secondo Nigel Mansell, convinto che alla fine sarà l’ultimo arrivato a Stoccarda ad avere la meglio nella battaglia interna.

Il segreto di Hamilton secondo Mansell

La ragione per cui George si sta dimostrando più in forma è che Lewis non ha ancora deciso di spingere. Sta prendendo questo Mondiale con tranquillità“, ha sostenuto sul canale You Tube del broker assicurativo Adrian Flux.

Al di là del testa a testa interno alla Stella, per l’iridato 1992 molto interessante è anche la performance della McLaren, in particolare con Lando Norris. Unico problema è la mancanza di costanza. “Da una gara all’altra cambiano i valori. Una volta sono con i big, quella dopo sono indietro“, ha analizzato sentenziando che non fosse per qualche colpo di scena, le posizioni che contano continueranno ad essere materia per il trio magico, di cui, fu parte pure la Ferrari, finalmente tornata in lizza per il successo.

Facendo poi un flashback e lanciandosi in un parallelo con la F1 anni ’80 e ’90 che ha conosciuto e vissuto, il 69enne ha individuato un’importante differenza rispetto a quel periodo, ovvero che prima più o meno tutti potevano dire la loro, quindi c’era una chance anche per gli indipendenti. Oggi, invece, se non si ha in essere una partnership con un grande costruttore o non si corre per esso, non si va da nessuna parte.

Quando gareggiavo per Chapman e la sua Lotus, lui mi aveva preso sotto la sua ala“, ha raccontato con nostalgia. “Era come un padre. Gestiva tutto lui nel team. Cento persone dello staff che andavano su tutti i circuiti, inoltre pagava i salari per un totale non superiore ai tre milioni di sterline l’anno. Oggi invece, se dicono la verità, le varie equipe possono arrivare a sborsare anche mezzo miliardo“.

La verità è che la F1 non è più quella di prima“, l’amara presa di coscienza che conferma la fine dell’era romantica e umana di uno sport che tutto sommato sembrava fattibile per chiunque. “Imprenditori come Ken Tyrell, ad esempio, non esistono più. Solamente le grandi Case disposte a pagare grosse somme“.

Tutto ormai, dunque, gira attorno al denaro e costringe i piccoli a soccombere. “Se all’improvviso perdi slancio, ora ti ritrovi a dover lavorare ancora più sodo e a spendere di più, magari solo per tornare al livello precedente. Per questo è diventata durissima per chi ha poco budget”, ha concluso la riflessione.