Ferrari, Binotto licenziato? L’esperto dice la sua sul team principal

I tifosi della Ferrari vorrebbero la testa di Mattia Binotto, ma secondo l’esperto giornalista la questione è molto complicata da affrontare.

Mattia Binotto è diventato team principal della Ferrari nell’ormai lontano gennaio del 2019, quando la notizia del suo passaggio dal ruolo di direttore tecnico a quello di boss della Scuderia modenese arrivò come un fulmine a ciel sereno. Sino al giorno dell’annuncio, non sembravano esserci dubbi sulla permanenza di Maurizio Arrivabene al comando del muretto, ma evidentemente qualcosa dove cambiare.

Ferrari Mattia Binotto (ANSA)
Ferrari Mattia Binotto (ANSA)

I titoli persi nel 2017 e nel 2018 con Sebastian Vettel non andarono giù ai vertici della casa di Maranello, che perse anche il presidente Sergio Marchionne. Al manager italo-canadese subentrò quello che sin qui è stato il peggior chairman della storia della Rossa, vale a dire John Elkann, a dir poco detestato dai tifosi della Ferrari per il suo assenteismo e la sua scarsa cultura e passione motoristica.

Dal canto suo, Binotto è stato molto bravo a fare i propri comodi, ma i risultati, com’era temuto da molti, non sono mai arrivati. In tre anni e mezzo di gestione, la Scuderia modenese ha ottenuto la miseria di sette vittorie, mentre Mercedes prima e Red Bull poi, dominavano la scena, umiliando di domenica in domenica i poveri piloti del Cavallino.

La situazione, almeno dal punto di vista delle performance, è cambiata quest’anno con la rivoluzione regolamentare, ma di mondiali non se ne parla. Gli errori strategici ed i problemi di affidabilità hanno reso impossibile la vita a Charles Leclerc, che ci ha messo anche del suo in un paio di occasioni con uscite di pista decisamente evitabili.

A ringraziare ci pensa la Red Bull, che con Max Verstappen può veleggiare serenamente verso il bis iridato, tornando anche a trionfare tra i costruttori dove la coppa manca dal 2013. Tutti o quasi vogliono il licenziamento di Binotto, ma c’è anche qualche voce fuori dal coro che vorrebbe che tutto restasse com’è.

Ferrari, Mark Hughes diffida dal licenziamento di Binotto

La Ferrari è cresciuta a dismisura sul fronte delle prestazioni con un progetto di alto livello, ma c’era anche da aspettarselo. Dopo anni di figuracce, la Rossa aveva investito tutto sul 2022, per cui, avere un’auto competitiva era il minimo. Purtroppo, la squadra non è affatto pronta per battagliare con Red Bull e Mercedes sul fronte della squadra, ed ormai si è capito che mai lo sarà, almeno con questo gruppo di lavoro.

Tuttavia, c’è chi invece vuole dare fiducia a Mattia Binotto, come il giornalista Mark Hughes che ha detto la sua in merito su “The-Race.com“: “Licenziare i team principal o le persone più importanti è stata una cosa che la Ferrari ha fatto molto spesso dopo il ciclo vincente di Jean Todt e Ross Brawn. A Maranello si operava in un clima di terrore e paura“.

Dopo Jean Todt, la Scuderia modenese è stata comandata da Stefano Domenicali, Marco Mattiacci e Maurizio Arrivabene, tutti silurati dopo annate deludenti: “Binotto ha cambiato questa cultura negativa, anche se forse non è ancora riuscito a gestire al meglio tutti gli errori ed i problemi della squadra, ma cerca sempre di difendere chi lavora con lui per evitare che accada qualcosa di brutto“.

Se Binotto riuscirà a combinare questa sua capacità con il creare una squadra più forte sotto tutti i punti di vista, non avranno nulla da invidiare a Red Bull e Mercedes. Diventeranno un team formidabile e potranno giocarsela ad armi pari. Licenziare l’uomo al comando solo perché alcune cose non stanno funzionando a dovere sarebbe un errore molto grave“.

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Anche Jean Alesi, in questi giorni, ha nuovamente difeso l’operato della squadra, ma a questo punto occorre essere onesti e ricordare i proclami del passato. Binotto aveva chiaramente parlato di un ciclo vincente, smentendosi in seguito per poi tornare nuovamente a parlare di vittorie. C’è bisogno di chiarezza e competenza, altrimenti i mondiali resteranno un miraggio.